E se accadesse di nuovo?

 -  -  69


 

Sul finire della seconda guerra mondiale, il mondo intero, e in particolar modo le due famose citta’ giapponesi Hiroshima e Nagasaki, ebbero la sfortuna di sperimentare i devastanti effetti dell’esplosione di due bombe atomiche, o piu’ propriamente, bombe a fissione nucleare. Dal 1945 ad oggi, purtroppo, si sono verificati altri disastri derivanti dal processo fisico del decadimento radioattivo, tra i quali citiamo quello di Chernobyl nel 1986, e quello avvenuto a Fukushima nel 2011. Ultimamente, la tensione politica che si e’ creata tra gli Stati Uniti d’America e la Corea del Nord, ha spinto i leader delle due controparti a minacciare un attacco con armi nucleari piu’ volte. Noi tutti siamo d’accordo nell’augurarci che cio’ possa non accadere mai, e confidiamo nelle abilita’ diplomatiche degli Stati coinvolti nella spiacevole situazione, ma quali sarebbero le conseguenze dell’uso di un’arma nucleare su un’area abitata?

Immediatamente dopo l’esplosione, vengono emesse radiazioni luminose di intensita’ tali da far raggiungere temperature di migliaia di gradi a tutto cio’ che esse colpiscono direttamente, anche a centinaia di metri di distanza. Il valore della temperatura potrebbe pero’ variare a seconda delle caratteristiche dei materiali colpiti, in particolar modo potrebbe non essere omogenea in relazione alla proprieta’ dei diversi materiali di assorbire o riflettere la luce. Ovviamente gli esseri viventi subirebbero delle ustioni mortali, e poiche’ la “luce”, o meglio, l’onda elettromagnetica, che viene emessa possiede una frequenza molto alta, anche solo guardare l’esplosione senza alcun tipo di protezione, e lasciar quindi che i nostri occhi vengano colpiti dall’onda elettromagnetica generata, equivarrebbe a perdere la vista, dal momento che la retina degli occhi sarebbe bruciata. Tali impulsi luminosi o termici, sono tipicamente prodotti per due volte in un’esplosione nucleare, il primo entro 5-6 millisecondi dall’esplosione, il secondo tra 80-100 millisecondi ed 1 secondo. Verrebbe poi generata un’onda d’urto a causa della violenta espansione termica dell’aria, con velocita’ di propagazione iniziale superiore alla velocita’ del suono, in grado di distruggere gli edifici o in generale gli oggetti comuni che attraversa anche a distanza di chilometri. Essa inoltre trascinerebbe con se’ frammenti e detriti, i più piccoli anche per qualche chilometro, si pensi ad esempio che nel caso di Hiroshima frammenti di vetro urtarono, a volte conficcandovisi, oggetti, edifici e persone anche a circa 2200 metri di distanza dall’epicentro dell’esplosione.

Circa il 5-10 % dell’energia posseduta da una bomba a fissione nucleare, viene poi liberata nella forma di radiazioni ionizzanti ad alta energia. Una radiazione ionizzante e’ una radiazione che possiede l’energia necessaria a liberare elettroni dagli atomi e dalle molecole. Piu’ semplicemente questo significa che una radiazione ionizzante e’ in grado di alterare la composizione della materia. Bisogna precisare a questo punto che il fenomeno del decadimento radioattivo dal quale derivano le radiazioni di cui si e’ parlato, e’ sempre presente in natura, e la sua intensita’ varia molto a seconda della composizione geologica del luogo considerato. Ad esempio, in Italia, l’Istituto Superiore di Sanita’ ha rilasciato una statistica secondo cui diverse migliaia di persone (tra le 1500 e le 9000), muoiono ogni anno a causa di tumori nati conseguentemente all’esposizione alle radiazioni. Tale precisazione e’ necessaria per comprendere che, i danni subiti dall’esposizione, non sono sempre uguali, esistono danni deterministici, la cui gravita’ dipende dalla consistenza della dose alla quale si e’ esposti, cosi viene chiamata la quantita’ di radiazioni subite, e dal tipo di radiazioni in questione, e danni stocastici, che non dipendono dalla dose, e possono manifestarsi o no in un futuro non definito dopo l’irradiazione. Inoltre bisogna anche notare che il corpo umano e’ in grado di sopportare una determinata dose di radiazioni senza riportare danni, e di curarne eventuali dovuti a dosi non troppo elevate.

In un’esplosione nucleare, le radiazioni ionizzanti emesse sono costituite dai raggi gamma, i quali posseggono un’elevata capacita’ di penetrare i tessuti umani e quelli di molti esseri viventi. Le dosi che si assumono durante un’esplosione, sono molto elevate, e causano danni biologici drastici, sia a livello genetico sia a livello somatico, in quanto vengono distrutti atomi e molecole, e vengono alterate le macromolecole del DNA e RNA, le quali contengono il patrimonio genetico di ogni individuo. Gli effetti su un essere umano, potrebbero essere una forte diminuzione di globuli bianchi, piastrine e globuli rossi, la sterilita’ o mutazioni genetiche negli organi genitali, le quali sarebbero trasmesse a generazioni future, perdita momentanea o permanente dei capelli, eritemi e neoplasie epiteliali, contaminazione dei linfonodi e della milza, eccessiva riproduzione delle cellule responsabili della produzione di muco nell’intestino tenue, con conseguente malfunzionamento dell’apparato digerente o ulcere, tutte queste conseguenze e molte altre, rientrano nella categoria dei danni deterministici. Per quanto riguarda i danni stocastici, c’e’ la possibilità che nell’individuo colpito si sviluppino tumori in un futuro indefinito dalla contaminazione, in quanto l’alterazione dell’informazione genetica contenuta in DNA e RNA, puo’ dar vita alla produzione di cellule geneticamente modificate.

Le radiazioni vengono però emesse durante l’esplosione per un periodo di tempo molto breve, cio’ che preoccupa e’ soprattutto la contaminazione di acqua e polveri, che possono a loro volta contaminare persone o oggetti, essere respirati o ingeriti, e facilmente diffusi a distanze elevate, ad esempio tramite il vento. Il decadimento radioattivo e’ un processo fisico che puo’ durare per centinaia di anni, pertanto cio’ che viene contaminato continuerebbe ad esserlo per molto tempo. E oltre all’inquinamento dell’aria, ovviamente anche la vegetazione sarebbe colpita dalle radiazioni.

In conclusione, e’ necessario sottolineare il fatto che le radiazioni non portano solo ad effetti negativi, in quanto un loro uso controllato dalle dovute precauzioni, in ambito della medicina, permette l’esistenza ad esempio delle radiografie, o nella storia dell’arte, di esaminare e studiare la composizione cromatica ed eventuali strati di pittura sottostanti quelli più superficiali dei dipinti. Non è quindi il mezzo, o la tecnologia, ad esser negativa, ma e’ l’uso che se ne fa.

6 voto/i
comments icon 9 commenti
9 notes
178 visite
bookmark icon

Write a comment...

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *