FOGLIA DI BETULLA

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Mi risvegliai

spossato

da un filo

di luce.

Poi mosso

da una carezza

lieve

d’alba.

Camminai

sul suo granuloso

manto

verde.

E l’amai.

Da lassu’

osservai il mondo

ed io fui grande.

Sognai

la famiglia,

un rifugio

vicino a quella stradina

che io potessi chiamare

casa.

Ma non fu.

Caddi

con lei

una sera

d’autunno.

Svilita era

e piu’ scura,

non piu’ verde.

Rimasi

a lungo

a contemplarla.

Una goccia,

non di rugiada,

la sfioro’.

Ora vedo

la mia piccolezza.

Parto.

Addio Terra.

(Questa poesia e’ stata selezionata come prima classificata al concorso “Gea Mea” di Mittaffett allo Scrittore a Ceglie Messapica in Puglia)
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