Uomo su Marte: sogno o realta’?

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Il pianeta rosso e’ sempre stato oggetto nell’immaginario collettivo di sogni d’esplorazione e riflessioni sull’esistenza della vita al di fuori della Terra. Esistono numerose missioni spaziali che si sono poste l’obiettivo di conoscere meglio Marte, alcune terminate con successo, altre fallite, che fin dal 1960 ai giorni nostri sono state effettuate, tra le quali ricordiamo le piu’ recenti, come ExoMars del 2016, MAVEN del 2013, o Mars Science Laboratory del 2011, la quale ha permesso all’ormai famoso rover Curiosity di atterrare sul pianeta. Anche nel mondo del cinema, numerosi film trattano questo argomento, come Sopravvissuto – The Martian (2015), Pianeta Rosso (2000), o Mission to Mars (2000), e citiamo la celebre canzone Life on Mars? (vita su Marte?) realizzata da David Bowie.

Attualmente pero’, sono molteplici e di notevole complessita’ i problemi che un’ipotetica missione volta a portare l’uomo su Marte dovrebbe riuscire a superare, e questi sono di carattere sia economico–politico, sia tecnico-scientifico. Riuscire a raggiungere accordi internazionali che permettano lo svolgimento della missione ed investire la quantita’ di denaro necessaria, non e’ per niente scontato, e anche se cio’ avvenisse, non si ha la certezza che la missione andrebbe a buon fine.

Ad ogni modo, scienziati ed ingegneri dovrebbero occuparsi di come lanciare, far seguire la giusta traiettoria, e far atterrare sul pianeta, veicoli spaziali molto pesanti. Oltre al loro peso, ci sarebbe quello delle grandi scorte di carburante, di cibo, e delle attrezzature necessarie. Si parlerebbe di decine e decine di tonnellate di massa. La velocita’ raggiunta dall’ipotetico veicolo spaziale sia durante il viaggio, sia nella discesa sul pianeta dopo esser entrato nel suo campo gravitazionale, sarebbe molto alta, e la decelerazione necessaria a diminuirla affinche’ esso non si schianti al suolo, oltre al dover essere in grado di fornirla, sottoporrebbe gli astronauti che devono sopportarla, ad un immenso sforzo fisico, per non parlare del fatto che ci sono stati problemi persino con l’atterraggio del rover Curiosity, di circa una tonnellata di massa, che ovviamente non trasportava esseri umani.

 

Il peso non sarebbe particolarmente preoccupante durante il viaggio nello spazio interplanetario, in quanto in assenza di gravita’ e’ assente anche la forza peso, ma dal momento che una missione del genere durerebbe anni, tale condizione avrebbe effetti devastanti sul corpo degli astronauti, si stima infatti che in assenza di gravita’ si perde ogni mese circa l’1% della massa ossea. Questo potrebbe condurre alla rottura di parti dell’apparato scheletrico una volta sottoposti alla gravita’ di Marte, o al rientro sulla Terra. Riprodurre la gravita’, o meglio qualcosa di molto simile ad essa, nell’ambito di una missione spaziale, e’ teoricamente possibile ma tecnologicamente molto complesso, e nessuno prima d’ora e’ mai riuscito a farlo.

Un altro problema, e’ quello delle radiazioni che gli astronauti, il veicolo spaziale, e le scorte di cibo e di farmaci subirebbero. Il pianeta Marte possiede un’atmosfera che non e’ in grado di proteggere, come avviene sulla Terra, il suolo dalle radiazioni derivanti dal sole e dall’universo in generale, dato che e’ molto rarefatta, ne’ possiede un campo elettromagnetico come quello terrestre che tra le altre cose svolge una funzione simile di protezione.  Durante il viaggio varrebbe lo stesso problema, e seppur si potrebbe munire l’ipotetico veicolo spaziale ad esempio di magneti, lastre di piombo, o altre protezioni, cio’ andrebbe ad aggravare il problema del peso del veicolo. Quello delle radiazioni e’ un problema molto importante, non risolverlo significherebbe condurre alla morte gli astronauti tramite la comparsa di tumori o grave malessere fisico generale, probabilmente ancor prima che raggiungano Marte, e alterare la composizione chimica dei farmaci o del cibo a bordo.

Anche se l’uomo riuscisse a superare questi problemi, porterebbe con se’ sul pianeta rosso microbi terrestri in grado di sopravvivere nelle ostili condizioni da quest’ultimo imposte, che potrebbero distruggere probabili forme di vita batteriche o microbiologiche presenti su Marte. Ipoteticamente, gli astronauti potrebbero entrare a contatto con tali forme di vita e riportarle sulla Terra, essendo queste totalmente sconosciute, non si puo’ avere idea dei loro eventuali effetti sull’uomo o sull’ecosistema terrestre.

Per certo, per il lungo viaggio e le condizioni in cui verrebbe affrontato, ovvero quelle di un gruppo di uomini e donne seduti per molti mesi in uno spazio molto stretto, che dovrebbero soddisfare le varie funzioni fisiologiche in assenza di gravita’, si verificherebbero alterazioni nel metabolismo, nella produzione di ormoni, distorsione della percezione di notte e giorno e conseguente mancanza di sonno, problemi di carattere psicologico e cosa da non dover sottovalutare, e’ la gestione dei rapporti interpersonali tra i partecipanti al viaggio, che puo’ determinare l’esito della missione in modo significativo.

Esistono per adesso diverse proposte per la risoluzione di questi e di altri problemi, alcune piu’ valide di altre, ma che comunque non risolvono definitivamente la questione. Nonostante cio’, secondo le parole dell’ex presidente degli Stati Uniti d’America Obama, l’uomo raggiungera’ Marte entro il 2030.  Esiste poi una societa’ privata americana il cui nome è Space Exploration Technologies Corporation, meglio conosciuta come SpaceX, che oltre a collaborare con NASA ed ESA nelle attuali missioni spaziali, si e’ posta come obiettivo finale quello di portare l’uomo su Marte, colonizzarlo, e rendere i viaggi nello spazio accessibili al maggior numero di persone possibile.

La SpaceX ha gia’ raggiunto risultati nei quali prima di essa nessuno era riuscito, il piu’ importante, per ora, e’ stato quello del 2015, quando ha compiuto l’impresa di inviare tramite un razzo denominato Falcon 9 un carico utile nello spazio, rilasciare quest’ultimo, e far rientrare il razzo facendolo atterrare in posizione verticale sulla terraferma, per poi poterlo riutilizzare in missioni future. Elon Musk, fondatore dell’azienda in questione e di altre, e cofondatore di PayPal, crede molto nel progetto della SpaceX, e grazie alla riutilizzabilita’ dei razzi, e ad altri fattori tecnici, e’ riuscito ad abbassare di molto la stima del costo della missione. Per lui, rendere la vita umana multiplanetaria, e’ un vero e proprio passo che l’uomo deve compiere nella storia della sua evoluzione. La SpaceX  ha esposto pubblicamente il suo piano per colonizzare Marte, e stime realistiche di quando esso possa esser effettivamente attuato, corrispondono a circa il 2030, la stessa data annunciata da Obama.

In una conferenza, sono state mostrate per sommi capi in un breve video, le diverse fasi del viaggio interplanetario, forniamo il video a riguardo pubblicato dal canale YouTube ufficiale SpaceX


Per chi fosse interessato, sullo stesso canale YouTube e sul sito internet ufficiale della SpaceX, (il cui link e’: http://www.spacex.com/)  sono presenti spiegazioni piu’ dettagliate ed ulteriori aggiornamenti.

Per rispondere in fine alla domanda che da’ il titolo all’articolo, possiamo sicuramente affermare che se avessimo parlato nel 1800 ad un uomo di aerei, smartphone, computer, intelligenza artificiale, realtà virtuale, internet, di cio’ che la medicina e’ attualmente in grado di fare, o di altre forme di tecnologia, saremmo stati con buona probabilita’ considerati pazzi.  Eppure oggi, tutto cio’ fa parte della nostra vita quotidiana. Inoltre, la velocita’ con la quale avviene lo sviluppo tecnologico e’ stata fortemente incrementata negli ultimi anni, per non parlare degli strumenti in dotazione agli eserciti nazionali, per la maggior parte dei quali viene mantenuta massima riservatezza nei confronti dei civili, ma che sono tecnologicamente avanti anni rispetto a cio’ a cui siamo abituati, e che nel passato hanno dato lo spunto per un loro uso civile, e sono quindi spesso alla base della tecnologia odierna di cui facciamo esperienza. Pertanto, con la consapevolezza di cio’, e del fatto che c’e’ una forte volonta’ da parte di molte persone di raggiungere determinati obiettivi, sappiamo che arrivare su Marte non e’ impossibile, ma il giorno in cui cio’ potrebbe avvenire, e’ forse ancora lontano.

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