La regina dei nove giorni

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Inghilterra, 9 settembre 2015. L’iconica regina Elisabetta II assume il primato di longevita’ della storia britannica. Amata dal popolo per il suo forte carattere, la regina dimostra ancora una volta la sua audacia nel rimanere ancorata al trono. Con i suoi 65 anni in vesti da monarca, Elisabetta supera la sua trisavola Vittoria, la quale ha governato dal 1837 come regina d’Inghilterra ed Imperatrice d’India (dal 1876). Il suo regno, durato ben 63 anni, 7 mesi e 2 giorni, viene ricordato da tutti come l’Eta’ Vittoriana: un’epoca di luci ed ombre che hanno reso Vittoria una regina memorabile. Non da meno sono la regina Maria I ed Elisabetta I, sua sorellastra. Passate alla storia come “Bloody Mary” (Maria la sanguinaria) la prima e “The Virgin Queen” (La regina vergine) la seconda, le due sovrane sono diametralmente opposte: l’una e’ sovrana cattolica che si batte contro la Riforma, l’altra e’ regina protestante che sposa la Nazione. Ben note sono le loro storie, ma meno conosciuta e’ quella della regina Jane.

Primogenita di Henry Grey marchese di Dorset, Jane ha il sangue dei Tudor nelle vene, poiche’ nipote del celeberrimo Enrico VIII. Cresciuta fra persone avide ed egoiste, Jane si ritrova costretta in una dimensione soffocante, che non manca di punizioni corporali e piani per il suo futuro gia’ disegnati. Nel 1546, infatti, viene mandata a corte come dama di compagnia di Caterina Parr, sesta ed ultima moglie di Enrico VIII. L’anno successivo, con la morte del re e l’ascesa al trono di Edoardo VI, la vita di Jane passa nelle mani dell’arciduca, nuovo marito di Caterina. Il testamento di Enrico VIII prevedeva che, se il figlio Edoardo VI fosse morto senza prole, e cosi’ anche le sorelle di questo, Elisabetta e Maria, il trono d’Inghilterra sarebbe dovuto passare a discendenti inglesi, non stranieri. Per questo motivo Jane Grey viene costretta dai genitori e dall’arciduca a sposarsi con un uomo di potere, in modo tale da avvicinarsi sempre di più al trono britannico in attesa della possibile presa della Nazione. Il 1553 e’ l’anno di svolta per la triste storia della regina Grey. Il 6 luglio di tale anno il giovanissimo sedicenne Edoardo, probabilmente per tubercolosi, muore. Colto dal dolore e dallo sconforto, il re moribondo viene convinto dall’arciduca a firmare un nuovo testamento in cui vengono estromesse dalla successione le sue due sorelle e nominando, così, come unica erede, la cugina Jane. Disperata e sconvolta la giovane prova a ribellarsi, ma il volere dei genitori e del popolo e’ troppo grande per bloccare l’azione. Il popolo, infatti, non desiderava essere rappresentato da una regina cattolica, quale sarebbe stata Maria I, la legittima erede al trono. L’Inghilterra si oppone al cattolicesimo e chiama al potere una regina anglicana. Jane non ha altra scelta che essere incoronata regina d’Inghilterra. Usata come pedina dai propri familiari, la Lady viene abbandonata nel momento in cui Maria I rivendica cio’ che e’ suo di diritto. Dopo soli nove giorni di regno, Jane viene spodestata e rinchiusa come prigioniera. Torre di Londra, 12 febbraio 1554. In una gelida mattinata Lady Jane, a soli 17 anni, cammina lentamente verso il patibolo. Accusata di congiura, oltraggio e cospirazione contro il potere regio, la giovane ha il destino segnato dal sangue. Morte e’ cio’ che l’attende. Col il collo nudo e freddo, posato sul ceppo, sussurra: “Vi prego di farla finita in fretta”. Termina cosi’ la sua triste vita, con una preghiera di liberta’. Quasi mai l’ascesa al trono e’ una scelta che un sovrano fa liberamente, ma Jane una scelta l’aveva e le e’ stata negata. Ha dimostrato estremo coraggio nelle sue azioni, coraggio da regina, seppur per soli nove cupi giorni. Legate da una stessa Nazione, da uno stesso dovere verso tale Paese e da un grande coraggio, le regine Jane, Vittoria ed Elisabetta II non sono cosi’ distanti fra loro: la regina piu’ longeva e la regina dal regno piu’ breve hanno governato sotto un’unica bandiera.

 

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