Le donne lo sanno, c’e’ poco da fare…

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<<Cosa vogliono le donne>>. Se lo chiedono ogni giorno mariti, compagni, amici, colleghi. Ma anche scienziati, politici, economisti, professionisti di ogni settore. L’altra metà dell’universo resta un mistero profondo e insondabile. Alda Merini, poetessa milanese che ha sbaragliato col suo successo scrittori pluripremiati, lo spiega senza tanti giri di parole: «Non ho bisogno di denaro, ho bisogno di sentimenti…Di sogni, che abitino gli alberi…Ho bisogno di poesia».  Una bella sfida, quella della Merini. Capire, comprendere, sapere di cosa e’ fatto l’universo femminile. Sfida che si puo’ affrontare solo avvicinandosi e appassionandosi di alcune grandi donne filosofe, scienziate, scrittrici. E’ il caso di Hannah Arendt (nella foto), filosofa di origine ebrea costretta alla fuga dal nazismo. L’incantevole pensatrice tedesca defini’ il “male” come una “banalita’”. Suscito’ scandalo e polemiche. Ad attaccarla furono soprattutto uomini. Fu accusata di superficialita’, tacciata di addossare colpe dei carnefici nazisti alle stesse vittime ebraiche. La Arendt aveva spiegato che il “male” si insinua laddove le persone si comportano in modo “banale”. Quando non ci si rende conto delle conseguenze terribili di piccoli atti di menefreghismo quotidiano. Per la Arendt il “male” si radica e cresce quando ci abbandoniamo all’indifferenza contro le discriminazioni di genere e di etnia, quando non ci prendiamo le nostre responsabilità nei piccoli gesti di ogni giorno. Una lezione che uomini editori e politici non hanno compreso, oscurando libri e pubblicazioni della e sulla Arendt per anni. Ora ci accorgiamo che solo una donna poteva andare cosi’ a fondo nell’analisi della ferocia umana. I grandi scrittori e filosofi hanno prodotto opere e idee ad alto livello per riparare i danni del nazismo, tuttavia solo lei, Hanna Harendt, e’ riuscita a capire che l’origine di tanta ferocia e’ nel pericolo di essere banali e non accorgersene. Solo le donne, che sanno leggere piu’ in profondita’ l’animo umano, possono intuire e capire. Lo dice pure Luciano Ligabue in una sua gettonatissima canzone: «Le donne lo sanno, c’e’ poco da fare, c’e’ solo da mettersi in pari col cuore. Lo sanno da sempre, lo sanno comunque per prime». Gia’, le donne hanno un sesto senso. Certe volte sembra siano meno “abili”, meno adatte ad affrontare problemi pratici, ma si tratta solo di un’illusione tipica di noi maschietti. Sarla Thakral, nel 1936, in India, a 21 anni, fu tra i primi piloti d’aereo  nel mondo. Virginia Johnson, insieme a William Masters, studio’ per la prima volta, negli anni sessanta del secolo scorso, il piacere sessuale in modo scientifico. La Johnson convinse Masters ad indagare nei particolari il piacere femminile. Fu un colpo di spazzola su secolari pregiudizi. Il mondo comprese quanto fosse ricco e sofisticato, e non solo legato alla maternita’, l’universo del desiderio e del piacere femminile. Dopo una sperimentazione Virginia Johnson disse a Masters: «Quando una donna potra’ darsi il piacere come farebbe un uomo. Quello sara’ un mondo nuovo». Argomento scivoloso, difficile e misterioso quello del piacere femminile, ma anche adesso, nel nostro supertecnologico XXI secolo, dimostra quanto sia cruciale e importante capire la complessita’ dell’animo femminile. Poco tempo fa, nel 2014, il giornalista e saggista americano Daniel Bergner, ha pubblicato per Einaudi «Che cosa vogliono le donne». Secondo Bergner capire come veramente provano piacere le donne mette in discussione il modello della “monogamia”, uno dei pilastri su cui si regge la nostra quotidianità: «Il desiderio femminile e’ una forza sottovalutata e repressa, anche ai giorni nostri in cui tutto sembra inondato di sesso senza limite alcuno. Nonostante le nozioni che la nostra cultura seguita a inculcarci questa forza non e’, in massima parte, innescata o sostenuta dall’intimita’ e dalla sicurezza emozionali. Uno dei nostri presupposti piu’ confortanti, che forse tranquillizza soprattutto gli uomini, ma al quale entrambi i sessi si aggrappano – che cioe’ l’eros femminile sia fatto per la monogamia molto piu’ della libido maschile – e’ poco piu’ che una favola». Non solo diverso e piu’ ricco, ma anche piu’ sofisticato e affascinante. Il desiderio femminile, la storia lo ha dimostrato un sacco di volte, puo’ cambiare il mondo in meglio. Puo’ allontanare l’umanita’ dai disastri. Purtroppo, negli ultimi anni, le cronache quotidiane sono inondate di notizie terribili. Molti uomini vigliacchi picchiano e violentano donne, perche’ hanno paura della forza del loro cuore. In alcune zone del mondo islamico la condizione femminile e’ a livelli medievali. Ma tutto questo non deve distrarre gli uomini di buona volontà. Quelli che hanno capito quanto sia importante «Sapere di non sapere» ossia disporsi umilmente dinnanzi alla complessita’ e al fascino dell’animo femminile, impareranno ad ascoltare una donna e si accorgeranno di aver appena iniziato il cammino verso la felicita’.

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