La Roma tra le grandi d’Europa: incredibile rimonta sul Barcellona

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34 sono gli anni trascorsi dall’ultima semifinale disputata dalla Roma, in Coppa dei Campioni. 34 anni e’ l’eta’ alla quale Daniele De Rossi decide di calciare il rigore piu’ importante della sua carriera alla Roma. 34 le volte che una squadra ha perso con almeno tre goal di scarto il match d’andata nei turni a eliminazione diretta di Champions League (da quando ha questo nome). Fino alla magica notte dell’Olimpico, solo due di queste 34 squadre, il Deportivo La Coruna e proprio il Barcellona, erano state poi capaci di ribaltare il risultato nella gara di ritorno. Fino a quella notte.

Alla gara di ritorno del quarto di finale di Champions League tra Roma e Barcellona sono i catalani ad arrivare da super favoriti, anche in virtu’ del risultato di 4-1 maturato nel match d’andata. Risultato pesante, troppo pesante per gli uomini di Di Francesco che avevano disputato una buona partita a Barcellona e che, per vari fattori tra i quali una buona dose di sfortuna (2 autogoal fatti dalla Roma), non meritavano un passivo così grave. L’impresa e’ titanica, e l’avversario lo e’ ancor di piu’: per qualificarsi, la Roma deve infatti segnare tre goal contro una delle squadre attualmente piu’ forti del mondo, se non la piu’ forte, senza subirne. Il che e’ piu’ facile a dirsi che a farsi quando ti trovi davanti l’attacco stellare e l’esperta difesa dei blaugrana, giunti a questa gara con 19 goal fatti e solo 3 subiti in 9 partite, e soprattutto con 0 sconfitte in Champions. Tutti i pronostici sono contro, ma i giocatori ci credono. Come dira’ poi il capitano De Rossi dopo la partita, devono crederci, devono farlo per loro, devono farlo per i 60000 tifosi venuti all’Olimpico ancora con una speranza e devono farlo per una citta’ intera che crede in loro.

Le squadre scendono in campo, l’arbitro fischia l’inizio, De Rossi illumina, Dzeko trasforma. Il vantaggio della Roma arriva dopo appena 6 minuti, col centravanti ex City che controlla e mette in porta il preciso lancio di De Rossi, complice anche la distratta copertura di Umtiti e Pique’. La partita e’ appena iniziata e la Roma e’ gia’ avanti, ma non c’e’ tempo per i festeggiamenti, bisogna rimanere concentrati sulla gara e Dzeko lo dimostra andandosi a prendere il pallone dalla porta con la rabbia, la cattiveria e la voglia che contraddistingue il giocatore che non si e’ ancora dato per vinto e non ha la minima intenzione di farlo. Incita i compagni, carica i tifosi e sale in cattedra in quella che sara’ una delle prestazioni piu’ vicine alla perfezione della sua carriera. Il Barca dei grandi Messi, Iniesta, Pique’ viene colta di sorpresa, perde sicurezza nei tocchi, tranquillita’ nelle manovre, produce poco e concede nel primo tempo altre 6 buone occasioni alla Roma che non le capitalizza, ma scende negli spogliatoi in vantaggio e consapevole di star disputando un’ottima gara sul palcoscenico delle grandi d’Europa e che non tutto e’ perduto: ci sono ancora 45 minuti per tentare l’incredibile.

 

La zampata vincente di Edin Dzeko che firma l’1-0 della Roma al 6′ minuto

 

La ripresa inizia come si era concluso il primo tempo, Roma avanti tutta e il Barcellona a gestire, ma dopo 12 minuti Dzeko fa la seconda cosa importante della sua monumentale gara: addomestica un altro lancio in avanti e con estrema lucidita’ rallenta e frappone il suo corpo tra la palla e quello di Pique’; il difensore catalano tenta di disturbare il possesso dell’avversario, si innervosisce e infine lo trascina a terra. Dopo qualche esitazione il direttore di gara concede giustamente rigore. E’ il momento che spacca in due la partita: con un gol e ancora piu’ di mezz’ora da giocare la rimonta diventerebbe concreta, ma un errore comporterebbe un contraccolpo psicologico difficile da superare. De Rossi, che non e’ nuovo a situazioni di questo genere, si prende la responsabilita’ di andare a calciare. Era il 2006 quando a soli 23 anni, scaraventava impeccabilmente sotto l’incrocio uno dei rigori che avrebbero portato l’Italia sul tetto del mondo; 12 anni dopo e’ di nuovo sul dischetto, a 11 metri dall’occasione di poter portare la sua Roma sul tetto d’Europa. E non sbaglia, Ter Stegen intuisce, sfiora, ma la palla entra. E’ 2-0 Roma e adesso e’ vietato non crederci. Di Francesco inserisce forze fresche per provare a vincerla: dentro Cengiz Under ed El Shaarawy al posto di Nainggolan e Schick, autore di una prova impalpabile al suo debutto in Champions League. La Roma, anche grazie a una buona prestazione dei nuovi entrati, continua ad attaccare e a creare palle goal e nel calcio si sa, quando attacchi, giochi bene e crei occasioni, prima o poi il goal arriva.

 

Il cinque tra Dzeko e De Rossi dopo la realizzazione del calcio di rigore che porta la Roma sul 2-0

 

Il goal arriva infatti all’83’ minuto: sul calcio d’angolo battuto da Under, il colpo di testa di Manolas brucia la difesa, Ter Stegen e i circa 1000 tifosi catalani presenti a Roma, coronando cosi’ nel migliore dei modi una prestazione sontuosa. L’Olimpico esplode. La rimonta e’ conclusa, ma la partita non lo e’ ancora e Di Francesco corre subito a riportare i suoi con i piedi per terra, sa che ci sono ancora 5 lunghi minuti piu’ recupero da giocare e da soffrire. Ormai sono saltati tutti gli schemi, il Barcellona attacca alla disperata, la Roma difende ancora piu’ alla disperata. Una rocambolesca penetrazione di Messi conclusa con un tiro debole e un pericoloso pallonetto da bordo campo tentato da Dembele’ spaventano i giallorossi che non riescono piu’ a tenere la palla lontana dall’area. A porre la parola fine sulla partita e’ ancora il solito Edin Dzeko, nella giocata definitiva della sua gara, che puo’ apparire forse banale ma che, in quei secondi che non passano mai, fa tutta la differenza del mondo: a un minuto e mezzo dalla fine prende palla, la difende, subisce il fallo e guadagna punizione. E’ finita, dopo 34 anni la Roma e’ di nuovo in semifinale di Champions League, e questa semifinale se l’e’ meritata giocando 94 minuti di bellissimo calcio e mettendo in ginocchio uno dei club che hanno segnato la storia recente del calcio europeo.

Se questo e’ un sogno, non svegliateli.

 

La gioia di Kostas Manolas dopo il goal che permette alla Roma il passaggio del turno
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