Sorda Notte

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Io.

Sconosciuto a me stesso,

senza terra né passato,

non lascio traccia,

non contamino.

 

Bevo a sorsi il veleno

immenso, accecante.

Rallenta il processo,

soffro in attesa

della mia fine.

 

Miro all’orizzonte

l’ennesimo approdo irraggiungibile,

metto a fuoco e mi perdo.

Si rivela e si nasconde.

 

L’elisir amaro

e salato

inghiotte

questo barcone.

Ho il mal di mare. La nausea.

 

Il respiro affannoso

del prescelto

m’invade.

Irrefrenabile ansima

e mi stordisce.

 

Tutto tace. S’acqueta.

In questo viaggio

ad unica destinazione

preparo la culla della mia notte.

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