Houston e Boston ce la mettono tutta ma alle Finals sarà ancora Golden State-Cleveland

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Non succedeva dai Playoff 1979 con la doppia sfida Washington-San Antonio e Phoenix-Seattle che entrambe le finali di Conference avessero bisogno di gara-7 per stabilire chi accedera’ alle Finals: 39 anni dopo, alla settima e decisiva gara vanno Houston-Golden State e Boston-Cleveland, 4 squadre, 14 gare, tanto spettacolo e nessuna voglia di lasciare la competizione.

Si inizia con Boston-Cleveland. Galvanizzati dalla vittoria di maturita’ e di carattere contro i Philadelphia 76ers, gli uomini di Coach Brad Stevens sono intenzionati a compiere il miracolo e a guadagnarsi un posto alle Finals con un roster decimato dagli infortuni e contro uno dei LeBron James migliori di sempre. Le prime due gare delle finali vengono disputate al TD Garden, nel quale i Celtics non sono ancora stati mai battuti in questi Playoff; d’altra parte e’ altrettanto nota la difficoltà dei Celtics nel portare a casa gare in trasferta, e questa serie non fa eccezione. Gara-1 e 2 sono di Boston: nelle due partite in casa i ragazzi in casacca verde danno fondo a un’inesauribile energia e applicazione fisica e mentale, giocano ogni possesso con estrema attenzione e sono chirurgici nel punire gli errori e le numerose omissioni e distrazioni difensive degli avversari. Boston arriva dunque a gara-3 in Ohio forte di un 2-0 nella serie che, con il fattore campo a favore, significa 84% di probabilita’ di vincere la serie. LeBron James pero’, sembra essere nato per distruggere record e statistiche e con 71 punti in due partite riporta la serie in parita’ sul 2-2, complici anche due brutte serate al tiro per Boston (15/50 da 3 punti complessivo).

Dall’altra parte degli States lo spettacolo non e’ da meno. Nonostante i 41 punti di James Harden, Houston perde subito gara-1 e fattore campo a causa della solita impeccabile difesa degli Warriors che costringe l’attacco avversario a palle perse, tiri forzati e violazioni di 24 secondi. Le due gare successive non regalano sorprese: Houston vince in scioltezza la seconda partita in casa, ma viene poi travolta 126-85 a Oakland. E’ gara-4 a imprimere una decisa svolta alla serie; l’attacco di Houston ingrana e la difesa fatta ad hoc per gli Warriors funziona: guardie in marcatura fissa sul perimetro e i taglia-fuori sotto canestro di Capela e Tucker costringono Golden State a possessi in isolamento, non il loro gioco e infatti in gara-4 ci sono soltanto 12 assist contro i 29,8 di media ai Playoff. Sommando a questo il pesantissimo infortunio di Andre Iguodala, il risultato e’ vittoria Houston, serie in parita’ e fattore campo riguadagnato.

Entrambe le finali si trovano ora di fronte a quella che gli americani definiscono “the pivotal game-5”, ovvero la gara-5 di una serie sul 2-2 e solitamente, chi vince questa partita vince poi anche la serie. Gara-5 a Ovest e’ essenzialmente un ripetersi di gara-4: Golden State e’ sempre a contatto ma sempre a rincorrere, e non riesce a dare lo strappo neanche nel terzo quarto, periodo nel quale la squadra di Steve Kerr e’ solita mettere il parziale decisivo (ai Playoff +137 nel solo terzo quarto, +20 nel resto della partita), troppo ben congeniata la difesa dei Rockets che riescono a tenere a secco l’attacco avversario e fanno chiudere ai Californiani due gare consecutive a meno di 99 punti segnati (mai successo in questi Playoff). Non solo buone notizie per i Rockets pero’, che vedono infatti uscire per infortunio Chris Paul dopo un’incredibile gara da 20 punti giocata, metaforicamente parlando, con una gamba sola; l’ex Clippers saltera’ sicuramente gara-6 a Oakland. A Est a portare a casa gara-5 sono i Celtics, autori di un’altra ottima prestazione in casa: Cleveland soffre ancora la difesa tecnica e dinamica di Boston, che grazie all’intelligenza e all’esperienza di Horford e all’energia di Smart riesce a contenere James a “soltanto” 26 punti e tutta Cleveland a 83.

Per gara-6 pero’ si torna alla Quicken Loans Arena e riaffiorano le difficolta’ fuori casa di Boston, che dopo un buon avvio subisce nel secondo quarto un parziale di 34-18 che non riuscira’ piu’ a ricucire. Uno straripante LeBron James da 46-11-9 e 5/7 da 3 punti porta a lezione di basket tutti i Celtics e forza gara-7 a Boston. A Oakland lo scenario e’ simile: Thompson, Curry e Durant combinano per il 77% dei punti di squadra e annientano letteralmente i Rockets con un devastante secondo tempo da 64-25. Particolarmente significativo e’ l’ultimo quarto, nel quale la squadra di Coach D’Antoni mette a segno soltanto 9 punti (record negativo nella storia di Houston ai Playoff) contro i 31 di Curry e compagnia. E i guai per i Texani non finiscono qui, perche’ Chris Paul sara’ costretto a seguire dalla panchina anche gara-7.

Alla “Win or go home”, Golden State e Cleveland hanno l’opportunità di giocarsi le Finals per il quarto anno consecutivo, Celtics e Rockets quella di ritornare a calcare quel palcoscenico che manca loro da anni. La partita vista a Boston pero’, non ha affatto l’aria di essere un elimination game: ritmo e punteggio estremamente bassi in una gara che vede Boston al comando dall’inizio fino a meta’ del terzo quarto, periodo in cui l’estrema siccita’ offensiva dei Celtics (5/20 dal campo e un brutto 0/7 da 3 punti) permettono ai Cavaliers di avvicinarsi e di andare in vantaggio negli ultimi 3 minuti prima della pausa. Nell’ultima frazione Boston tenta una rimonta riportandosi anche in vantaggio a 6 minuti dalla fine, ma LeBron James, che conosce bene queste occasioni, non ci sta e mette a referto 12 punti nell’ultimo quarto di gioco riportando Cleveland a distanza di sicurezza. Finisce 87-79 per i Cavs, Boston esce sconfitta ma con grande orgoglio, King James entra nella leggenda. Ora sta ai campioni in carica rispondere presenti, ma l’avvio non e’ dei migliori: senza Paul ma con il supporto del Toyota Center, Houston porta la partita sul 54-43 alla fine del primo tempo. Per ribaltare il risultato e vincere la serie e’ stato necessario ancora una volta un terzo quarto alla Golden State, come quello di gara-6: al rientro dalla pausa lunga, una pioggia di canestri si abbatte sul deserto offensivo dei Rockets che staccano la spina (Houston sbaglia 27 tiri da 3 punti consecutivi), incassano un parziale di 33-15 e terminano qui la loro post-season.

Alle Finals, per il quarto anno consecutivo, la sfida sara’ Golden State contro Cleveland, Steph Curry contro LeBron James, una delle squadre piu’ forti di sempre contro uno dei piu’ grandi interpreti di questo sport. Lo spettacolo non manchera’ di certo.

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