Il piu’ prezioso gioiello di Sicilia

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Nel cuore della citta’ di Palermo, fino a Cefalu’ e Monreale, si estende un sito seriale inserito dall’UNESCO nella lista dei patrimoni dell’umanita’.

Capeggiati dal Palazzo Reale, sono nove i beni artistico-monumentali nati sotto il Ducato di Sicilia normanno.

Nell’anno 1072, Palermo venne conquistata dal Normanno Ruggero D’Altavilla: inizio’ con lui un periodo di fioritura per l’intera isola siciliana e un periodo di incontro e di reciproca tolleranza fra culture e religioni diverse quali quella araba, quella bizantina e quella normanna.

Il nuovo dominatore della Sicilia seppe proprio sfruttare le abilita’ amministrative dei luminari arabi e bizantini, ai quali fu lasciata liberta’ di culto, che unite al potente esercito normanno favorirono un galoppante sviluppo economico-culturale in tutto il Ducato.

Le testimonianze di questa incredibile convivenza, pacifica al piu’ delle volte, fra quei popoli cosi’ diversi fra loro, sono rappresentate magnificamente proprio nelle cattedrali, cappelle e basiliche del sito seriale.

Non a caso fu proprio questa la motivazione che valse al sito l’inserimento nella World Heritage List: “l’insieme degli edifici costituenti l’itinerario arabo-normanno rappresentano un eccezionale valore universale come esempio di convivenza e interazione tra diverse componenti culturali di provenienza storica e geografica eterogenea (sincretismo culturale).

Tale fenomeno ha generato uno stile architettonico originalissimo, in cui sono mirabilmente fusi elementi bizantini, islamici e romanici, capaci di volta in volta di prodursi in combinazioni uniche di eccelso valore artistico e straordinariamente unitarie”.

Il gioiello piu’ prezioso dell’itinerario arabo-normanno e’ la Cappella Palatina a San Pietro apostolo, chiesa custodita al pari di un tesoro nel cuore del Palazzo Reale.

Definita come: “Il piu’ stupendo gioiello religioso vagheggiato dal pensiero umano ed eseguito da mani d’artista”, la Cappella, iniziata dal re normanno Ruggero II, presenta coinvolte nella sua realizzazione maestranze bizantine, islamiche e latine. La convivenza di questi elementi, presente sin dalla pianta, crea un unicum architettonico potenziato, poi, da apparati musivi.

Ulteriore conferma dell’intrecciarsi di civilta’ e del rispetto delle diverse religioni e culture nella Palermo normanna, e’ l’iscrizione datata 1142 in latino, 650 in greco e 536 in arabo posta sulla parete sinistra della chiesa. Questo complesso e’ stupefacente, si legge negli edifici: in un’epoca cosi’ antica, in cui i valori etico-morali  si stavano ancora costruendo, in cui gli stessi diritti umani non erano ancora stati definiti, si riusci’ a costruire, comunque, una convivenza ed un’unione fra genti e culture, diverse anche nel sentire religioso, che pur mantenendo la loro identita’ ed unicita’, riuscirono a vivere con un certo  rispetto e tolleranza e, perche’ no, anche con ammirazione reciproca, trovando, un punto d’incontro e di sintesi nel fare Arte.

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