Il santuario della foresta e i ragazzi del Mondo X

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Quasi per caso, a conclusione di un lungo pranzo con parenti e amici, ho scoperto l’esistenza del Santuario della Foresta e altrettanto per caso ho scoperto dei Ragazzi del mondo X.

Santa Maria della Foresta e’ uno dei quattro santuari eretti per celebrare il passaggio di San Francesco nella valle reatina e si situa a circa tre chilometri e mezzo dalla città di Rieti.

Appena entriamo, ci vengono incontro due cani meticci, uno si dimostra particolarmente socievole e placido, l’altro piu’ guardingo rimane ad osservarci un po’ in disparte. Si avvicinano anche due giovani, ci chiedono se vogliamo visitare la struttura e ci accompagnano lungo il percorso.

In epoca prefrancescana, il complesso consisteva in una piccola chiesa dedicata a San Fabiano affiancata da un orto e un’abitazione destinati al cappellano. Nel corso del tempo si sono aggiunti il semplice chiostro del XV secolo e le quattordici stazioni della Via Crucis in ceramica napoletana del XVII secolo.

Nel 1225 San Francesco venne invitato dal Cardinale Ugolino a soggiornare a Rieti per sottoporsi alle cure di un medico molto conosciuto all’epoca per dei gravi problemi alla vista, ma giunto in citta’ il santo preferi’ una sistemazione piu’ isolata, per l’appunto S. Fabiano, dove rimase per circa quattro mesi.

Durante il tempo trascorso li’, il santo di Assisi compi’ il cosiddetto “miracolo del vino”: quell’anno infatti i pellegrini di passaggio avevano consumato quasi tutta l’uva a disposizione, compromettendo l’annuale produzione del vino.

San Francesco allora ordino’ di raccogliere i pochi grappoli rimasti e di pigiarli in una vasca (ancora visibile nella struttura) ottenendo miracolosamente più del doppio del vino ricavato l’anno precedente con un raccolto completo.

Varchiamo la soglia della Domus, dove Francesco soggiorno’ con i suoi compagni; reca ancora le

tracce di fuliggine del focolare. Scorgiamo la grotta di San Francesco, una cavita’ nella roccia dove il Santo si ritirava a pregare. La grotta come fenditura nella roccia e, simbolicamente, nel costato di Cristo, e’ un elemento comune a molti luoghi dove San Francesco è vissuto e ha pregato. Secondo la tradizione inoltre, proprio in questo luogo inizio’ a comporre il Cantico delle creature.

I due giovani che ci guidano tra gli edifici fanno parte del Mondo X, una comunità fondata nel ’67 da Padre Eligio, che accoglie ragazzi con problemi di tossicodipendenza e piu’ in generale provenienti da realta’ disagiate.

Una volta entrati possono decidere fino a quando permanere, senza limiti di tempo. La loro vita all’interno della comunita’ e’ scandita principalmente dal lavoro. Si occupano di coltivare la terra e allevare il bestiame: i due ragazzi sono gli unici a vivere nel santuario e sono li’ gia’ da diversi anni. Hanno a disposizione un orto e un paio di maiali da accudire. Ci raccontano di vivere perlopiu’ dei frutti del loro lavoro e della generosita’ delle localita’ vicine.

Nel momento in cui scelgono di entrare nella Comunità di Mondo X, questi ragazzi rinunciano ad oggetti materiali e aspetti della vita ritenuti fondamentali nella societa’ odierna: non possono disporre di nessun supporto tecnologico, ne’ di un cellulare, ne’ di un computer, non hanno la televisione e ovviamente praticano l’astinenza sessuale. L’idea alla base di questo orientamento e’ quella di abbracciare una vita essenziale, spoglia di quell’insieme di distrazioni e stimoli di cui ci circondiamo e che in realta’ spesso si dimostrano superflui. Attraverso il contatto con la natura e la sperimentazione della fatica premiata dai frutti del proprio lavoro, i ragazzi del Mondo X trovano un modo per affrontare il loro passato, per sorprendersi e scoprirsi capaci di assumersi compiti e responsabilita’.

I due cani continuano imperterriti a gironzolarci attorno: sono dei trovatelli, un po’ come loro, ci dice sorridendo uno dei ragazzi.


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