Il Musical americano classico – dagli anni ’20 agli anni ’60

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Il musical e’ il genere americano per eccellenza, presenza tentacolare nelle sale cinematografiche dal 1927, anno di uscita del Cantante di jazz (The jazz singer), primo talky movie della storia, fino ai giorni nostri, come ampiamente dimostrato dal successo commerciale e di critica riscosso da La La Land nel 2016 e The greatest showman nel 2017.

La nascita del musical e’ strettamente connessa all’avvento del sonoro, infatti questo genere mirava, attraverso numeri musicali ben coreografati, a portare al cinema un’ampia fetta di spettatori per far fronte al fenomeno del crollo della vendita dei biglietti a seguito della Grande Depressione del ‘29.

La fortunata parabola del musical inizia con The Broadway Melody del 1929, con il quale e’ stato inaugurato il filone del Backstage musical che mette al centro della narrazione la preparazione di uno spettacolo teatrale e tutte le vicende personali degli attori che vi prendono parte. La formula vincente di The Broadway Melody, vincitore nel 1930 del premio Oscar come miglior film, verra’ largamente riproposta nei musical successivi, al punto che nel giro di due anni il mercato cinematografico sara’ vicino alla saturazione. Solo nel 1930 verranno infatti girati oltre cento film musicali per soddisfare le esigenze di un pubblico alla ricerca di positività e ottimismo dopo il crollo di Wall Street, che non poteva permettersi di pagare il biglietto per assistere agli spettacoli di Broadway dai quali il musical hollywoodiano attingeva a piene mani.  

Nella produzione di musical si specializzano le due principali major cinematografiche del tempo, la MGM che, grazie alla sua punta di diamante, il coreografo Busby Berkley, realizza numeri musicali di tale complessita’ da superare Broadway stessa, e la RKO, che punta sull’iconica coppia di ballerini formata da Ginger Rogers e Fred Astaire, protagonisti di ben nove pellicole tra il ‘34 e il ‘39. La forza motrice è Fred, con il suo aspetto androgino e la camminata inconfondibile a cui si unisce la grazia naturale di Ginger. Nel ‘39 si separeranno definitivamente senza riuscire pero’ a eguagliare il successo ottenuto in coppia.

Gli anni ‘30 vedono protagoniste anche Shirley Temple, la diva bambina più richiesta di Hollywood, e Judy Garland, indimenticabile Dorothy nel Mago di Oz del 1937.

Il decennio successivo e’ segnato dall’entrata in guerra dell’America e dall’immissione nel musical americano di una buona dose di patriottismo, senza mai sfociare nel militarismo che non si confaceva al clima positivo e ottimistico del musical. Altri temi portanti del musical degli anni ‘40 sono l’esaltazione dell’American way of life e la nostalgia per il decennio appena trascorso al quale si guarda con malcelata nostalgia nonostante la Grande Depressione. L’America sta vivendo inoltre il boom del jazz e dello swing che fa il suo ingresso nel musical insieme al modello sportivo. Hollywood cerca infatti di rinnovare la formula collaudata di Broadway rivolgendosi a protagoniste del mondo dello sport, come la campionessa di nuoto sincronizzato Esther Williams, la cui gradevolezza estetica unita alle doti acrobatiche sara’ sfruttata pienamente da Hollywood attraverso il filone delle “Bellezze al bagno”, sfavillante parata di numeri musicali acquatici sempre più coreografati.

Il decennio ‘50-‘60 rappresenta il periodo aureo del musical segnato dal ritorno in grande stile di Fred Astaire, che trova in Vera Ellen una degna sostituta di Ginger Rogers, e dal binomio scoppiettante Judy Garland – Gene Kelly.

Il musical simbolo di questa fortunata decade e’ il celebre Singin’ in the rain del ‘52, diretto da Stanley Donen e magistralmente interpretato da Debbie Reynolds e Gene Kelly, quest’ultimo anche co-regista assieme a Donen. Il film fotografa il periodo di transizione dal muto al sonoro e tutti i cambiamenti conseguenti e ci regala una delle più memorabili scene musicali di sempre sulle note dell’iconica Singin’in the rain, tema conduttore che dà il titolo al film.

Due anni dopo, nel 1954, uscira’ nelle sale un altro celebre musical ambientato nella Hollywood degli anni ‘50, A star is born diretto da George Cukor, remake di una pellicola di successo del 1937, con una Judy Garland in stato di grazia nei panni di un astro nascente della recitazione.

Il musical e il cinema di Hollywood in generale attraversano una forte crisi negli anni ‘60 a seguito dell’ingresso della televisione nelle case americane, ingresso che segnera’ un importante ricambio generazionale degli spettatori, non più nuclei familiari ma giovani attenti alle tematiche sociali e politiche, impegnati nella lotta per i diritti civili e pronti a manifestare contro la guerra in Vietnam. Giovani che non si sentono rappresentati dal perbenismo cinematografico statunitense ancora regolato da un rigido codice di censura, il famigerato codice Hays, che vietava la rappresentazione di nudita’, relazioni omosessuali, consumo di sostanze stupefacenti e altri temi considerati scottanti.

Una svolta è segnata dall’uscita in sala tra il ‘67 e il ’69 di una triade filmica rivoluzionaria, The Graduate, Easy rider e Gangster story, che ottengono uno straordinario successo per la maniera schietta di trattare argomenti giudicati inaccettabili dalla morale americana, come l’uso di droghe e la criminalita’. E’ l’alba della New Hollywood, fortunata definizione coniata dalla critica per indicare il nuovo corso del cinema americano degli anni ‘70, che vede l’abolizione del codice Hays e l’affermarsi di una generazione di giovani cineasti come Francis Ford Coppola, Martin Scorsese e Woody Allen, destinati a fare la storia del cinema attraverso un processo di riscrittura e ibridazione dei generi cinematografici canonici. Gli anni ‘70 vedono anche una ripresa dal musical grazie alla personalità trainante di John Travolta, protagonista di Grease e Saturday Night Fever, e si chiudono con Hair del 1979, film simbolo del movimento del ‘68, vessillo della pace e della ricerca della liberta’ interiore.

BIBLIOGRAFIA

Mauro W., Il Musical americano da Broadway a Hollywood, Tascabili Economici Newton, Roma 1997

Pruzzo P., Musical americano in cento film, Le Mani-Microart’s Edizioni, Genova 1998

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