Lizzie Siddal, la musa inquietante dei preraffaelliti

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Alcuni incontri sono destinati a lasciare un segno indelebile nel corso della storia, oltre che nei cuori dei protagonisti, e certe storie, dove amore e morte si rincorrono fino al tragico epilogo, continuano ad affascinare i posteri. 

Indubbiamente l’incontro tra Dante Gabriel Rossetti, geniale poeta e pittore inglese di origine italiana, ed Elizabeth Eleanor Siddal, detta “Lizzie”, bellissima giovane donna dalla chioma vermiglia, e’ uno degli incontri che hanno rivoluzionato la storia dell’arte.  

Dante Gabriel Rossetti: Beata Beatrix, ca 1864-70.

Nella puritana Inghilterra vittoriana, Dante Gabriel Rossetti, William Hunt e John Everett Millais, giovani studenti di belle arti, si ribellano all’arte accademica imbevuta di sentimentalismo e leziosita’, fondando nel 1848 La Confraternita dei Preraffaelliti, un’associazione artistica che rifiuta di rifarsi al modello rinascimentale e guarda al Medioevo come fonte di ispirazione. L’arte medievale dei cosiddetti “primitivi italiani” viene celebrata come pura e non contaminata da affettazioni e artificiosita’ che, nell’ottica preraffaellita, sono iniziate con Raffaello, considerato capostipite dell’accademismo.

I Preraffaelliti rifiutano i soggetti storici prediligendo temi religiosi vetero e neotestamentari e letterari, attingendo a piene mani dalle fonti letterarie piu’ disparate, dai cicli arturiani alla poesia dantesca, dalla drammaturgia Shakespeariana fino alla contemporanea poesia romantica di Keats e Shelley.  Nei loro dipinti, che sembrano sospesi in paradisi perduti dove il tempo scorre diversamente, la bellezza e’ assoluta protagonista e la sua ricerca e’ un dovere morale. L’ossessione per la modella perfetta che possa incarnare la purezza verginale della Madonna, la spiritualita’ della Beatrice dantesca e la pericolosita’ delle eroine shakespeariane accomuna i giovani artisti, in primis Dante Rossetti che ne fa la sua ragione di vita. Finche’ non incontra Lizzie Siddal, una modista di umili origini che incarna tutti gli ideali che avevano nutrito la sua arte.

Rossetti, Dante Gabriel; Aurelia (Fazio’s Mistress); Tate; http://www.artuk.org/artworks/aurelia-fazios-mistress-201565

 Ma Lizzie non e’ solo lunghissimi capelli e corpo flessuoso, ha un animo sensibile e inquieto e una straordinaria inclinazione artistica e quando conosce Dante se ne innamora immediatamente, riconoscendo in lui un’anima affine. Accetta di posare per i preraffaelliti, rivelandosi una modella perfetta. E’ in grado di anticipare anche i desideri inespressi degli artisti e di rimanere immobile per ore, dimostrando una straordinaria dedizione all’arte. 

Lizzie diventa cosi l’onnipresente angelo dai capelli rossi dei preraffaelliti, ora come Beatrice, ora come Ginevra, ma la sua fama resta indissolubilmente legata al celebre dipinto Ophelia del 1852, di John Everett Millais, vero manifesto del preraffaellismo. Lizzie si compenetra a tal punto nel ruolo della sventurata Ophelia da accettare di restare immersa in una vasca malamente riscaldata per ore, anche dopo che la lampada posta sotto la vasca si e’ spenta e l’acqua e’ divenuta gelida. Alla fine della seduta e’ stremata e si ammala gravemente di broncopolmonite e, nonostante le cure, la sua salute non tornera’ piu’ quella di prima. Da quel momento inizia a fare un uso assiduo di laudano, un potente oppiaceo che lenisce i dolori, di cui diventa ben presto dipendente. 

Nel frattempo Lizzie e’ diventata l’amante di Dante, che promette di sposarla per regolamentare la loro unione. 

Lizzie non si limita a posare ma diventa lei stessa creatrice d’arte, rivelandosi una talentuosa poetessa e pittrice, proprio come Dante, che la incoraggia e coltivare le sue attitudini artistiche. Il suo talento viene notato perfino da John Ruskin, il piu’ importante critico d’arte della sua generazione, scopritore dei preraffaelliti stessi, che la incentiva a dedicarsi a pieno regime alla sua arte, offrendosi di finanziarla.

Tuttavia ben presto emergono i primi problemi. Dante, archetipo dell’artista maudit, non ha certo una concezione esclusiva dell’amore e inizia a tradirla con le modelle che posano nel suo atelier, rifiutandosi di fissare una data di matrimonio. La salute di Lizzie inizia a peggiorare e peggiora anche il suo stato mentale, rendendola soggetta a crisi di malinconia che si riflettono anche nei suoi versi, sempre piu’ incentrati su amori non corrisposti e presagi di sventura. 

Nel 1860, dopo dieci anni di relazione, Dante, decide finalmente di sposare Lizzie che resta incinta subito dopo. Ma la felicita’ sembra non destinata a durare a lungo e nel 1861 Lizzie partorisce un bambino morto. Incapace di riprendersi da quest’ultimo trauma, sprofonda nella depressione e nel 1862 muore tragicamente per overdose da laudano, lasciando Rossetti inconsolabile e in preda ai rimorsi. 

Dante Gabriel Rossetti – Regina Cordium (1860)

Elizabeth Siddal viene sepolta nel cimitero gotico di Highgate nell’East End londinese, dove riposano anche Charles Dickens e Karl Marx, assieme a un libro di poesie a lei dedicato da Rossetti. Ma la sua storia e’ destinata a continuare anche dopo la morte, sconfinando nella leggenda. Nel 1869 Dante, sull’orlo della follia e della bancarotta, decide di aprire la tomba di lei per recuperare il libro e darlo alle stampe, nella speranza di racimolare qualche soldo. In un’afosa notte d’estate, insieme ad alcuni amici, dissotterra il corpo di Lizzie e, come in seguito raccontera’ a tutti, si ritrova davanti una scena prodigiosa: un corpo ancora intatto avvolto dall’inconfondibile chioma biondo rossiccia cresciuta a dismisura dopo la morte, fino a riempire completamente la bara. Tormentato da quella visione spettrale Dante si convincera’ che la sua bellissima modella e moglie sia stata trasformata in un vampiro. 

Ancora oggi, un secolo e mezzo dopo, il cimitero londinese e’ considerato un luogo infestato e da evitare dopo il tramonto, anche a causa di alcune aggressioni avvenute nei dintorni, che i piu’ superstiziosi attribuiscono al “Vampiro di Highgate”. 

Molto piu’ probabilmente Elizabeth Siddal ha trovato un’altra via per l’immortalita’, la via dell’Arte, e continua a vivere ogni volta che qualcuno si interroga sull’identita’ della giovane pallida dalla chioma rossa che compare in vesti sempre nuove nei quadri di Rossetti, Millais e Hunt.

E ’Elizabeth Siddal immortale e unico volto del preraffaellismo. 

BIBLIOGRAFIA

Wanjek E., Lizzie, Neri Pozza, Verona 2017.

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