Canto di un ubriaco

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Amore.

Bestemmio Dio in suo nome,
E nel nome di Dio stesso
Amo.

Ho le  palpebre
Sgualcite e impastate dal sonno,
Eppure cammino passo dopo
Passo su queste strade
Deserte e piene di persone,
Null’altro che fantasmi
Ai miei occhi di zingaro.

Come in sogno
So che nulla di cio’ che vedo
E’, eppure non so nulla,
Rido insieme a lei
Ma so di essere solo
Con i miei desideri,
Li rivolgo alle ombre
Da troppo tempo.

Porto un fiore sgualcito
Nella tasca del giubbotto
Per nasconderlo
Agli sguardi infami
delle mura girigie
di cemento ,
Le stesse mura che mi hanno
Consolato vendendomi
Il mio tempo.

Mi hanno raccolto le
Lacrime i marciapiedi
Spaccati dalle radici,
Ma continuo su questa
Strada solo per vederne la
Fine,

Alla fine,
Ce ne sara’ un’altra
Uguale.

Porto
una rosa gia’ secca
A morire per un sogno
Insieme a una speranza,

In tasca
Sento i petali
Freddi
che scivolano Via
dallo stelo,
Ma e’ troppo presto.

Puzzo
Di disperazione,
Perche’ so che
quando
Giungera’ il mio momento
Sara’ gia’ morto,
E che non mi sara’ bastato
E ne chiedero’ altro
E dopo ancora e ancora
Fino a cancellarmi
Da me stesso,
Soltanto per provare
Nuovamente quel bruciore;

Amore,

Cosi’ tanto in
Cosi’
Poco,
Chiedere a lei una risposta
Che non mi puo’ dare.

E i suoi occhi impressi
Nei miei,
il suo nome scolpito
Sulla Mia bocca,
Non valgono che
un soffio
Di cenere;

Amore,

E’ gia’
Notte,

Ed e’ stata
La più bella
Di tutte.

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