Progresso?

 -  -  7


Spesso accade che durante la lettura di un libro o di un racconto ambientato nel secolo scorso mi fermi a pensare a come agirei trovandomi nella medesima situazione di uno dei personaggi, e mi accorgo che la maggior parte delle volte le soluzioni che ipotizzo coinvolgono l’utilizzo di un cellulare oppure di Internet, salvo poi rendermi conto dell’anacronismo. Immersi in una realta’ che in gran parte si serve delle nuove tecnologie, diamo spesso per acquisita la possibilita’ di potercene avvalere senza riflettere a fondo su quanto esse abbiamo radicalmente cambiato il mondo, rispondendo a quelle necessita’ di efficienza e soprattutto di comodita’ che da sempre l’uomo cerca di soddisfare. Ma in questo costante progresso tecnologico, in particolare dal XIX secolo in poi, spesso l’uomo si e’ trovato a fronteggiare le conseguenze di un uso scellerato delle invenzioni che venivano progettate o delle scoperte che venivano realizzate. L’esempio piu’ noto di cio’ e’ senz’ombra di dubbio l’uso militare dell’energia atomica.

Non e’ pero’ necessario spingersi al tempo della Seconda Guerra Mondiale per constatare come l’uso irresponsabile delle nuove tecnologie abbia causato ingenti danni. Negli ultimi mesi, ad esempio, ha suscitato notevole clamore all’interno del dibattito pubblico la vicenda della giovanissima Greta Thunberg, una ragazza svedese che ha intrapreso una battaglia sul tema dell’ambiente e della sua preservazione. Differenti sono infatti i modi in cui le recenti invenzioni hanno contaminato il pianeta su cui viviamo: le emissioni di gas nocivi come il biossido di carbonio o il biossido di zolfo proveniente da impianti termici industriali, inceneritori di rifiuti e motori degli autoveicoli hanno un notevole impatto sul clima dando vita a fenomeni come le piogge acide e l’effetto serra, aumentando la temperatura media del globo, con il conseguente graduale scioglimento parziale delle calotte polari e con molti altri effetti che la comunita’ scientifica attualmente non e’ in grado di prevedere. Nonostante le numerose battaglie che sono state portate avanti durante questi decenni e nonostante la situazione si aggravi sempre maggiormente, nessuna soluzione concreta e’ stata messa in essere per fronteggiare il problema. Esemplare e’ il caso di Taranto, in cui le emissioni nell’ultimo anno sono aumentate mentre gli abitanti di quei territori continuano ad ammalarsi e a morire a causa di esse.

Sembra dunque essere insita nella natura umana l’incapacita’ di coniugare il progresso tecnologico con quello morale. Come fossimo rinchiusi in una bolla, impermeabile a qualsiasi tipo di problematica che non ci coinvolga nell’immediato, dimentichiamo troppo facilmente il nostro ruolo nella societa’. E’ semplice preoccuparsi di soddisfare esclusivamente le proprie esigenze, dalla piu’ importanti alle piu’ frivole. E’ molto piu’ arduo invece compiere un passo indietro, mettendo al primo posto quelle comuni e delle generazioni future. Potrebbero sembrare frasi fatte, ma come possiamo pensare di definire “civile” la societa’ in cui viviamo se non si antepone all’interesse del singolo quello della comunita’?

Sembrera’ probabilmente utopica una societa’ di questo tipo, ma l’umanita’ ha l’obbligo morale di aspirarci.    

7 voto/i
comments icon 0 commenti
0 notes
132 visite
bookmark icon

Write a comment...

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.