Dove sono finite le scrittrici

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Alias: Come la tradizione puo’ essere pericolosa.

Il panorama letterario italiano e’ ricco di giornaliste, traduttrici e scrittrici che hanno partecipato alla storia senza pero’ mai essere ricordate per il lavoro svolto. Nomi come Sibilla Aleramo, Alba de Cespedes, Fausta Cialente e molte altre, sono caduti nel dimenticatoio per essere riscoperti solo di recente.

Per capire le motivazioni di questa cancellazione dobbiamo rifarci ai concetti di “canone” e “tradizione”. Il canone letterario, quello che decreta la presunta perfezione di un’opera e la sua idoneita’ ad essere trasmessa, viene definito dal gruppo sociale dominante. Tutto cio’ che non rientra nelle regole del canone (stile, tematiche, linguaggio ecc) non viene trasmesso,e di conseguenza per i posteri non esiste.

Questa tradizione fa si’ che vengano escluse tutte le scritture che hanno qualcosa di diverso, tra queste c’e’ quella delle donne, fatta spesso di voci fuori dal coro e di linguaggio non canonizzato, che si serve di metafore corporee e tematiche scomode.

Il poco che viene trasmesso viene quasi sempre ascritto al genere del romanzo sentimentale, anche quando di sentimentale c’e’ ben poco. C’e’ da dire che effettivamente molte scrittrici utilizzavano proprio questo genere, o almeno in apparenza. Essendo proibito loro trattare tematiche come la storia, la politica o l’ageografia, perche’ giudicate incapaci di ragionare su qualunque argomento non strettamente legato alla vita familiare, attuavano il cosiddetto il “tradimento del genere”: si praticano i generi meno rigidamente normati (diari, romanzi sentimentali ecc) per avere piu’ liberta’ di produzione. In breve si utilizza l’etichetta di un genere per arrivare a parlare di qualcos’altro.

Ne e’ un esempio lampante “Quaderno proibito” di Alba de Cespedes, romanzo in cui si toccano i temi piu’ disparati: l’esperienza della guerra, il rapporto tra genitori e figli, le condizioni lavorative ed economiche durante gli anni del fascismo.

Le donne hanno scritto, tanto, e tante cose diverse: dal teatro alla saggistica fino alla narrativa e alla poesia. Sta a noi riscoprirle per ricostruire una genealogia preziosissima che era andata perduta.

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