Ocean Clean Up: Missione pulizia oceani

 -  - 


L’inquinamento degli Oceani e’ un problema sempre piu’ pressante alla luce dei dati allarmanti diffusi dal WWF Italia. Secondo le stime ogni anno finiscono negli oceani 8 milioni di tonnellate di rifiuti in plastica e microplastica che trasformano i nostri mari in un’autentica discarica a cielo aperto, danneggiando inesorabilmente gli ecosistemi marini. Solo nel Mar Mediterraneo ogni anno confluiscono 570 mila tonnellate di plastica, l’equivalente di 33.800 bottigliette di plastica al minuto. Si stima che, se non verranno adottati provvedimenti immediati, nel 2050 nei nostri mari ci sara’ piu’ plastica che pesce.

Uno spiraglio di luce si e’ aperto grazie a un giovanissimo imprenditore olandese di origini croate, Bojan Slat che ha progettato un dispositivo per ripulire le acque dell’Oceano Pacifico da plastica e rifiuti vari attraverso lo sfruttamento delle correnti marine. Il dispositivo, denominato “Sistema Wilson”, e’ stato messo a punto dalla Compagnia The Ocean Clean up, fondata dallo stesso Slat.

Bojan ha iniziato a studiare un metodo per promuovere la pulizia degli oceani nel 2012, appena diciottenne, attraverso mappature, sperimentazioni e, soprattutto, spedizioni nell’Oceano Pacifico per analizzare il sistema delle correnti e i tragitti seguiti da plastiche e micropalstiche all’interno delle correnti stesse.

Ocean Clean Up

La macchina, attivata nel 2018, era stata ritirata dopo pochi mesi a causa di un guasto provocato dall’esposizione costante alle onde e al vento che aveva portato al distaccamento di un pezzo di circa venti metri. Tornata finalmente in funzione, ha iniziato la sua missione e sta raccogliendo plastica e microplastica a partire da un millimetro di spessore nel Pacific trash vortex, la grande isola di plastica del Pacifico tra Asia e Nord America.

Il progetto ha ricevuto un finanziamento di circa trentuno milioni di dollari da parte di sponsor, oltre a circa due milioni raccolti attraverso una piattaforma di Crowdfunding lanciata nel 2014. Secondo le stime dei ricercatori, il dispositivo, insieme a una flotta di altri 60 sistemi identici a Wilson, in soli cinque anni dovrebbe consentire l’estrazione del 50% dei rifiuti del Pacific trash vortex. Ma l’obiettivo di Slat e’ ancora piu’ ambizioso: eliminare entro il 2040 il 90% dei materiali plastici galleggianti sugli oceani di tutto il mondo.

Il funzionamento e’ apparentemente semplice: basta posizionare una barriera galleggiante costituita da un tubo in gomma fissato a un’ancora in grado di scendere fino a 600 metri di profondità. Una volta raggiunta tale profondita’, il tubo si apre creando una sorta di insenatura artificiale capace di convogliare e trattenere i rifiuti, che successivamente vengono raccolti e trasportati a terra per il riciclaggio.

Link alla pagina dell'autore:  https://www.lumiere.click/author/arianna-trombaccia/ 
Link Pagina Facebook Lumiere: https://www.facebook.com/lumiere.click/
comments icon 0 commenti
0 notes
33 visite
bookmark icon

Write a comment...

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *