Google ha raggiunto la supremazia quantistica?

 -  - 


Il 23 Ottobre, tramite un articolo sulla rivista scientifica Nature, Google ha annunciato di aver raggiunto la supremazia quantistica. Infatti, il processore quantistico Sycamore, ha completato un calcolo riguardante la generazione di numeri casuali in soli 200 secondi mentre i piu’ potenti supercomputer attualmente in circolazione sarebbero in grado di svolgerlo in circa 10 000 anni.

La principale differenza tra computer classici e quantistici riguarda l’unita’ di misura fondamentale dell’informazione, che, nel caso dei computer classici, e’ chiamata bit e puo’ assumere solamente due valori (0 o 1). Nei dispositivi quantistici, invece, si utilizza il qubit che sfrutta il principio di sovrapposizione degli stati, ossia il fatto che le particelle, in particolare elettroni o fotoni, possano trovarsi in stati diversi con probabilità diverse. Per questo motivo il qubit puo’ assumere qualsiasi valore compreso tra 0 e 1 sviluppando una potenza di calcolo decisamente superiore rispetto al corrispettivo classico. Il processore sviluppato da Google utilizza un reticolo bidimensionale di 54 qubit in una struttura costituita da materiali superconduttivi che per funzionare necessita di un ambiente con temperature vicine allo zero assoluto, in particolare inferiori ai 20 milliKelvin ossia circa -273°C.

Tuttavia, l’altro colosso americano dell’informatica, IBM, ha mosso numerosi dubbi sul risultato raggiunto da Google poiche’ in realta’ il termine supremazia quantistica, coniato dal fisico John Preskill, indica il momento in cui i computer quantistici riusciranno a compiere operazioni che i computer classici non saranno mai in grado di realizzare. La compagnia americana sostiene che non si possa parlare di raggiungimento della supremazia quantistica specialmente perche’ secondo le stime effettuate dagli informatici dell’IBM, il calcolo effettuato dal processore Sycamore, potrebbe essere replicato dal supercomputer Summit in soli due giorni e mezzo con una precisione perfino maggiore. La differenza tra le due stime sarebbe dovuta al fatto che Google utilizza un metodo in cui viene sfruttata solo la memoria RAM mentre IBM sfrutterebbe anche l’archiviazione su hard disk. A sua volta Google ha risposto alle critiche ricevute affermando che le sue stime si basano su simulazioni effettuate su supercomputer e non su ipotesi non verificate tramite effettive simulazioni come le stime proposte dai tecnici IBM.

In ogni caso, anche se effettivamente non si fosse raggiunta la supremazia quantistica, i progressi effettuati in questo campo negli ultimi anni sono enormi e l’ipotesi dello sviluppo di una tecnologia basata sulle leggi della meccanica quantistica non e’ piu’ cosi’ remota. Sebbene non sia una tecnologia facilmente fruibile dal grande pubblico a causa delle particolari condizioni in cui questi computer lavorano, lo sviluppo di tecnologie basate sul qubit aprirebbe nuovi orizzonti in numerosi ambiti tra cui quelli della fisica, della chimica quantistica e naturalmente dell’informatica. Sandor Pichai, CEO di Google, ha paragonato il risultato raggiunto al volo di 12 secondi dei fratelli Wright: “Il primo aereo volo’ per 12 secondi, quindi non ebbe alcuna utilita’ pratica. Ma cio’ mostro’ la possibilita’ che un aereo potesse volare.” E se effettivamente il passaggio dal compiere un’operazione della durata di 10 000 anni in 200 secondi corrispondesse ad un volo di 12 secondi, chissa’ quando si otterra’ il corrispettivo di un volo intercontinentale quali possibilita’ si apriranno.

Link alla pagina dell'autore: https://www.lumiere.click/author/alberto-belvedere/ 
Link Pagina Facebook Lumiere:  https://www.facebook.com/lumiere.click/ 
comments icon 0 commenti
0 notes
37 visite
bookmark icon

Write a comment...

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *