Stiramento del seno: la pratica del breast ironing

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Lo stiramento del seno o breast ironing e’ una pratica effettuata in diversi paesi dell’Africa occidentale, ma prevalentemente  Camerun, volta ad interrompere la crescita del seno attraverso l’uso di pietre o bastoni molto caldi. 

Milioni di bambine sono sottoposte a questa tortura dagli stessi familiari. Spesso viene effettuata a casa, tra le mura domestiche e in segreto dalle donne della famiglia, utilizzando pietre o bastoni incandescenti che vengono premuti contro il seno delle bambine provocando ustioni, cicatrici, danni permanenti ed una vera e propria mutilazione perpetua sia sul corpo che sull’anima di queste ragazze. Ma perche’ una madre o una nonna dovrebbe voler sottoporre una bambina cosi’ piccola ad un dolore e trauma cosi’ forte? La motivazione sta nel timore che queste ragazze possano essere violentate, avere una gravidanza prematura  o indesiderata e permettere che possano proseguire gli studi. Attraverso questa pratica si cercherebbe quindi di tutelare ed aiutare queste bambine; ma l’ONU ha dichiarato lo stiramento del seno essere un vero e proprio crimine contro le donne. 

La GIZ, un’organizzazione tedesca, ha indetto un’inchiesta che ci permette di comprendere quanto realmente sia praticata, anche se i dati non possono essere che approssimati dal momento che viene effettuata clandestinamente. Si parla di oltre quattro milioni di donne torturata nel mondo e 1 su 4 nel Camerun.  Per quanto riguarda i danni riportati , sempre in base ai dati della GIZ, si parla soprattutto di ascessi, infezioni, malformazioni e un completo arresto dello sviluppo del seno con tutte le relative conseguenze nell’animo di queste bambine che vengono private di una parte del corpo cosi’ importante ed identitaria.

Ma il Camerun non e’ il solo Stato in cui e’ diffuso questo rituale perche’ si sta diffondendo anche in Europa ed in particolare in Inghilterra tra le comunita’ africane residenti. 

E’ una pratica disumana che deve essere fermata, un’ingiustizia nei confronti di bambine e poi donne, che sono costrette a sopportare dolori terribili per mesi e mesi. Ma chi incolpare? Le mamme o nonne di queste ragazze che davvero credono di tutelare le loro figlia o nipoti? Affidarsi al semplice pretesto di utilizzare la tradizione di un luogo come giustificazione per una pratica ormai impensabile nel ventunesimo secolo?  O forse un modo di pensare, un immaginario che, ahime’, ha ormai messo le radici, alimentatosi e rinvigoritosi dopo secoli e secoli di immagini, libri, predicazioni che hanno permesso si realizzasse anche nella testa delle stesse donne che venivano denigrate?

Durante il colonialismo in Italia venivano fatte circolare delle cartoline con rappresentate donne africane spesso nude o provocanti volte ad alimentare il pregiudizio secondo cui queste fossero particolarmente animalesche e desiderose. Nonostante le lotte, proteste, manifestazioni e relative conquiste annesse alla volonta’ di tutte le donne di poter parlare per essere ascoltate, prese in considerazione; nonostante questa parentesi fondamentale nella storia dell’umanita’, un brandello di quel pensiero, quello piu’ profondo, connesso con le nostre origini e’ rimasto e vive con noi tutti i giorni che una donna viene violentata, picchiata, o semplicemente importunata, considerata innanzitutto come un corpo da poter ,prima innocentemente  guardare, e poi magari possedere; ogni volta che una ragazza deve scegliere che maglietta indossare per paura che qualcuno possa pensare male; ogni volta che un uomo, anche senza voler offendere, semplicemente si preoccupa per qualcosa per cui non bisognerebbe aver paura, per cui viceversa non ci sarebbe nulla da temere, come una ragazza che da sola torna a casa la sera tardi. Perche’ ci si dovrebbe preoccupare? Perche’ non si dovrebbe poter girare tranquille per le vie del proprio quartiere? A causa di questo piccolo frammento che molto spesso rimane tale: un frammento innocuo, di cui si conosce l’esistenza ma se ne percepisce anche l’ingiustizia e quindi si tenta di smentirlo finche’ non si arriva a dissolverlo del tutto. Ma se, al contrario, e’ alimentato dall’ignoranza, dall’assenza di una maturazione culturale allora non fa che ingigantirsi, prendere forme sempre diverse e piu’ complicate finche’ nulla potra’ mai più scalfirlo. Ed ecco che tutte le lotte e proteste svaniscono, tutte le conquiste vengono vanificate  o forse non sono neanche mai esistite. 

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