Greta Thunberg – Una bambina qualunque

 -  -  2


A una prima lettura di questo articolo, la prima reazione potrebbe essere di incomprensione del motivo scatenante, ma soprattutto si potrebbe fare fatica a comprendere il perche’ di un’analisi del linguaggio di una bambina, tutto sommato innocua, la quale pacificamente porta all’attenzione generale un problema grave quale la quaestio ecologica. La stessa domanda me la sono posta prima di iniziare a scriverne: perche’ soffermarsi sul linguaggio di Greta quando fuori dalle occupazioni quotidiane alcune manifestazioni politiche vengono denominate adunate o un presidente di uno Stato pseudo-europeo conduce un discorso alla nazione – perche’ di nazione si tratta – nel quale si presenta sul palco assieme a una bambina inneggiando al martirio della stessa per il sogno infame della lotta per la sua bandiera? Mi rispondo, poco convinto, che questo linguaggio appena citato e’ fortemente connotato e non vi e’ molto da analizzare ma piu’ che altro da stigmatizzare il prima possibile senza grandi possibilita’ di appello; ovviamente, mi rendo conto che non sia scontato tutto cio’ e che in ogni caso sarebbe da denunciare. 

Tuttavia, data la premessa, mi prendo il lusso di descrivere al contrario le tecniche retoriche di una bambina di 16 anni, svedese, che da quasi 9 mesi muove grandi masse di giovani nelle principali citta’ mondiali nei cosiddetti Friday For Future. Questo lusso pero’ deriva dal tentativo di porre all’attenzione dei lettori una questione davvero poco trattata quale il linguaggio ambiguo della politica che permea ormai quasi ogni realta’ sociale, dai circoli partitici, ai movimenti, allo scontro politico-istituzionale, del quale anche la piccola Greta si serve. In calce, l’ultima premessa a tutto il discorso e’ ovviamente che l’appellativo piccola e’ ironico e al contrario si procedera’ nell’analisi sempre nella convinzione che Greta Thunberg, avendo assunto un peso politico decisamente imponente, e’ da considerare al pari di qualsiasi altro world leader e mai come una ragazzina, tantomeno affetta da sindrome di Asperger o in qualche modo diverso dal semplice considerarla come una leader politica, la quale smuove con la sua abilita’ retorica ampie fette di consenso, in parte ancora non votante ma protagoniste del prossimo futuro. 

Prendo in considerazione per questo articolo non i suoi discorsi alle manifestazioni ma quattro discorsi piu’ stringati nei principali centri del potere internazionale contemporaneo: in ordine cronologico, la TED talk (dicembre 2018), l’intervento al Parlamento Europeo (marzo 2019), il discorso tenuto al R20 Austrian World Summit (maggio 2019) e l’ultimo all’ONU (settembre 2019). La scelta di questi e’ dettata dal fatto che viaggiano nel piu’ importante mezzo di influenza politica del momento, cioe’ la rete. Questi discorsi sono diventati celebri e sono quelli che in spezzoni da 30 secondi a 5/6 minuti si trovano sui social, sui giornali online e in televisione. Greta e’ molto precisa nell’organizzazione di questi piccoli interventi che vanno da un minimo di 6 minuti a un massimo di 11 minuti: e’ un’oratrice provetta che compone i suoi argomenti a seconda del suo pubblico e che mette in scena un vero pezzo di retorica a ogni sua apparizione. Cercando di riportare ad alcuni nuclei le sue argomentazioni, si riesce a ricostruire appunto una sorta di puzzle nel quale i pezzi sono sempre gli stessi: 

  • Problema dell’individuazione del problema: Greta presenta il problema climatico come altamente noto ma solo di nome e soprattutto sottolinea l’inadeguatezza dei provvedimenti presi fin ora;
  • Rivalutazione della catastrofe: senza alcun giudizio morale sul termine, evidenzia sempre in maniera particolarmente espressionistico (house on fire del discorso all’EU) che quella in cui siamo e’ una situazione decisamente più grave di quella che pensiamo; 
  • Esperienza personale: Greta ci rende participi della sua vita molto di piu’ di quello che ci si puo’ aspettare da un politico, dai livelli minimi del suo modo di approcciare la questione da quando era piu’ piccola fino alle piu’ o meno scherzose battute sulla sindrome di Asperger (TED talk); 
  • Spiegazione scientifica: di solito passa attraverso una spiegazione della riduzione di emissioni di CO2.

Ben congegnati, questi argomenti hanno una forte presa sul pubblico grazie alla gia’ citata capacità retorica della svedese: prima di tutto, si riconosce sempre un uso del pathos molto attento. Incredibile la voce rotta del discorso al Parlamento Europeo mentre elenca le varie catastrofi che stanno distruggendo il nostro mondo, anche se superata dalla parabola che ha costruito all’ONU dove il tema del how do you dare crea il ritmo e la struttura dell’argomentazione attraverso l’anafora continua. Non e’ un linguaggio infantile quello di Greta e lei ne e’ completamente cosciente: non vuole che il suo pubblico la prenda come una ragazzina ma anzi che capisca che anche i ragazzi possono avere un ruolo. Questo a mio avviso si evince da due aspetti fortemente collegati fra loro: durante l’intervento a R20 Austrian World Summit, lei apre domandando un effettivo cambiamento di linguaggio perche’ lo reputa inadeguato alla comprensione del problema da parte delle persone e infatti quando parla del focus della questione mantiene sempre uno standard alto di descrizione scientifica, senza preoccuparsi molto del suo pubblico. Greta e’ perfettamente cosciente del peso della forma nella trasmissione del contenuto. 

Greta Thunberg
Swedish climate activist Greta Thunberg gives a speech during the opening ceremony of the R20 Regions of Climate Action Austrian World Summit in Vienna, Austria, on May 28, 2019. (Photo by GEORG HOCHMUTH / APA / AFP) / Austria OUT (Photo credit should read GEORG HOCHMUTH/AFP/Getty Images)

Questo pero’ non descrive dove si evince l’ambiguita’. In effetti questa si trova nel contenuto, che pero’ e’ appunto ben legato alla sua forma. Il primo aspetto e’ un generale scientismo. Parlare di scienza nel mondo attuale e’ sempre molto rischioso e la sensazione e’ decisamente peggiore che muoversi su un tappeto di uova: bisogna stare attenti a condannare troppo lo scientismo perche’ senno’ si rischia di apparire antiscientifici. Qualsiasi scienziato, che puo’ dirsi tale e che definendosi in questo modo risulta anche un valido intellettuale, conosce il moto della scienza e il suo costituirsi su un continuo affinarsi, quello che Popper definisce abilmente il procedere per ipotesi e confutazioni, ma soprattutto e’ perfettamente cosciente del fatto che la scienza debba nella sua mutevole stabilita’ interagire con la realta’ politica e che non possa imporsi su di essa creando una technocrazia. Mi ha colpito come questo in Greta prenda tutta un’altra strada: dichiara lei che non solo non vi e’ piu’ lavoro da fare nella ricerca sul climate change ma che non decidono nor the scientists unfortunately (R20). Facendo questo in piu’ mette in secondo piano qualsiasi tipo di politica internazionale gia’ attuata citando solo nell’intervento all’R20 e nella TED talk l’accordo di Parigi. 

In secondo luogo, mi soffermo sulle soluzioni proposte, considerando anche i destinatari delle richieste. Greta propone effettivamente una rivoluzione completa della mentalità e del modo di vivere di ognuno di noi, sottolineando che non serve un cambiamento slowly (R20) ma una veloce cesura, nei termini di una visione black and white (TED talk) in cui per la sopravvivenza non ci sono grey areas ma che siamo tutti puntati in un cambiamento di civilta’. Non soffermandomi particolarmente sulle dichiarazioni da regno della salvezza, che pure sono riconoscibili, mi domando a chi rivolga effettivamente questa richiesta. Quello che emerge e’ bipolare: da una parte i world leaders e dall’altra la gente comune. Entrambi non sono evil (parola che ripete sistematicamente in tutti e quattro i discorsi) ma sono in entrambi i casi – ma, mi verrebbe da dire, per strade diverse – not aware del problema. Questa visione pero’, nonostante la sua candida prospettiva, si colora spesso di anche di termini particolarmente violenti e da controllo sociale non democratico (soprattutto nell’ultimo discorso all’UN, betrayal, eyes on you, never forgive, will be watching you, whether you like it or not), senza pero’ avere dei reali nemici, ne’ tantomeno un’affiliazione politica, la quale almeno aiuterebbe a individuare contro chi lottare seguendo il sistema di idee di riferimento, anche detto con termine purtroppo desueto ideologia

Infine, la parte programmatica risulta sempre poco comprensibile: in modo particolare, non e’ tanto il modo in cui esprime i contenuti che risulta strano all’ascoltatore ma l’eterogeneita’ retorica. Infatti le parti che dovrebbero essere quelle nelle quali lo sforzo esplicativo si dovrebbe manifestare maggiormente sono al contrario sempre molto brachilogiche e prive di esempi o di locuzioni che portano a una completa comprensione del problema, a fronte di una ricchezza di dati, pero’ non chiarificati a sufficienza. 

Per concludere, questo non e’ certo un articolo di attacco aperto e senza frontiere a Greta, la quale ha il pregio di aver riportato in auge, o meglio di aver amplificato l’importanza di un tema che rischiava di finire in secondo piano, quale e’ quello della difesa dell’ambiente. Mi domando con ingenua candidezza se e’ questo il miglior modo di trattarlo, se questo non porta a derive di ambiguita’ politica, se non si dovesse trattare la questione come, appunto, un tema e non come un ideale, comprendendo come si declina nelle varie ideologie politiche? La contemporaneita’ non ha bisogno di leader che sventolino bandiere che facilmente si possono trasformare in specchietti per allodole e amari mangimi, bensi’ di guide che possano insegnare anche una coscienza politica e che chiaramente parlino della difesa di alcuni valori propri e non a favore della generica, ambigua e in ultima analisi pericolosa ecumenicita’. 

Link alla pagina dell'autore:  https://www.lumiere.click/author/carlo-emilio-biuzzi/ 
Link Pagina Facebook Lumiere:  https://www.facebook.com/lumiere.click/ 
2 voto/i
comments icon 0 commenti
0 notes
93 visite
bookmark icon

Write a comment...

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *