Tango letale – Capitolo IV

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Rodi resto’ interdetto: “Movente commissario? E qual e’?  Ho capito che crede che l’oggetto avvelenato sia stato…”

“Credo? Ne sono certo! E anche tu dovresti esserlo. Dopo il numero con la rosa sono usciti dalla gara.”

“Ok. Ma il movente? E’ sicuro che sia stata una delle ultime coppie rimanenti?”

“Non credo sia stata una delle coppie finaliste. Ma il perche’ e’ stato fatto non cambia: soldi.”

“Se non sono stati i partecipanti alla gara allora chi commissario?”

“Gli spettatori. O meglio uno di loro.”

“Cosa? Ma che dice?”

“Rodi, non mi hai fornito l’unica informazione che mi serviva. Dovevi scoprire se giravano scommesse su questa gara. Ora vai a quest’indirizzo e…”

“Si, ci vado subito commissario, mi scusi che non ci ho pensato, ritornero’ subito con tutte le informazioni.”

“No aspetta Rodi non hai capito, questo e’ l’indirizzo della pasticceria vicino casa mia, ho finito le ciambelle. Tu recuperi la mia energia, e io ti risolvo il caso. Ora va da bravo.”

Aldo diede alcune pacche sulla spalla del suo vice, bloccato in una profonda espressione di delusione ed imbarazzo.

Il tramonto era ormai passato da qualche ora.

Rodi aspettava sulla linea gialla della stazione di Ionio la metro.

Aveva due pacchetti di ciambelle in mano. Uno per il commissario ed uno di dolci al vino per se. Aldo aveva ragione, quella pasticceria faceva dei manicaretti deliziosi, sia alla vista, sia all’olfatto, sia al gusto. Con in bocca ancora il sapore dello zucchero entrò nel treno. Per non parlare della proprietaria, una donna davvero bella, Silvia era il suo nome.

Nonostante stesse chiudendo il negozio, fu dispostissima a riaprirlo: Aldo era stato il suo primo cliente. E anche il secondo. E il terzo.

Mentre la ragazza gli impacchettava i pasticcini, Rodi restava a guardarla imbambolato, pregando dentro di se che si muovesse il più adagio possibile.

Silvia spostava delicatamente i dolci, cercando quelli piu’ grossi., sicuramente i più adatti per il commissario. Aveva lunghe ciocche di capelli color del cacao, che si adagiavano sulle spalle con dei ricci davvero graziosi. La carnagione rosea, delicata e cremosa come un impasto per torte preparato da mani esperte, insieme al suo accogliente sorriso, facevano di lei un’ottima ragione per diventare clienti abituali del negozio.

Rodi pago’ con la lentezza di un movimento eseguito in acqua. Uscito dal negozio l’odore delle ciambelle che teneva in mano si confondeva nel suo naso al profumo di rosa della donna.

Quando arrivo’ in commissariato trovo’ Aldo furibondo: rosso in viso aveva le braccia tese sulla scrivania e respirando ansimava. Appena scorse Rodi si costrinse ad assumere un’espressione controllata, lo invitò ad entrare e disse:

“Non ha confessato. E’ chiaro come la crema che e’ stato lui. L’ho interrogato per due ore! E’ incredibile quanto la feccia possa spingersi oltre. Sporco scommettitore carnefice, schifoso come… come… O grazie Rodi! Si ecco, schifoso come una ciambella vegana! O Rodi anche al vino me le hai portate! Bravo, ottimo lavoro.”

“Commissario cosa e’ successo?  Chi era quell’uomo? Era forse l’assassino? Lo lascia andare cosi’? Come fa a dire che sia stato lui? No aspetti! Non mangi quelle che veramente erano anche per… Fa niente ormai faccia pure.”

Il commissario tutto intento a leccarsi le dita, lancio’ dolente l’unica ciambella sopravvissuta al suo vice.

“Rodi ascolta, sulla competizione di Tango sono state organizzate delle scommesse, una specie di totocalcio pero’ versione ballo. Quella robaccia li’ insomma.

Confrontando i risultati ottenuti dai cinque vincitori della somma piu’ alta di denaro, piu’ una breve ricerca su di loro, e’ stato semplice risalire al tipo di prima.

Divorziato, piu’ volte beccato ubriaco, lavora nella scuola dove si allenava la coppia vincitrice. Aveva puntato piu’ di diecimila sulla loro sconfitta in semifinale, doveva conoscerli piuttosto bene per sapere che sarebbero arrivati cosi’ in alto. Deve essersi reso conto troppo tardi che i due avrebbero potuto davvero vincere la gara intera e per salvare la sua vincita ha commesso l’omicidio.

Sfortunatamente quel verme non e’ cascato nei miei giochi e non sono riuscito ad estrargli nulla di compromettente. Ora mi serve il tuo aiuto, devi scoprire come e dove si e’ procurato il veleno, io intanto provero’ a capire quando ha avuto il tempo di agire. Dobbiamo racimolare qualche prova concreta prima che sparisca dalla circolazione tanti soldi ha vinto. Tieni questo e’ il tipo di veleno usato. Va’, prova ad iniziare da ora.”

Aldo mise la fiala sigillata nelle mani di Rodi, mentre lo costringeva ad avanzare verso la porta della stanza.

Rimasto solo, il commissario inseri’ nel computer la pennetta con le registrazioni della gara. “Sarà una lunga notte.” Pesò scartando il pacco di biscotti.

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