Calcio femminile: a che punto e’ la ripartenza?

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Ebbene, si sta parlando da tanto tempo di come riprendere i vari campionati nel mondo, ma in pochissimi parlano delle difficolta’ dei campionati femminili sparsi per il globo a far ripartire le proprie attivita’ , specie quelli calcistici. In Italia, probabilmente, il campionato femminile di calcio ripartira’ verso la meta’ di luglio, molto dopo il campionato maschile, per una semplicissima ragione: ai vari clubs sportivi costerebbe troppo fare il tampone alle atlete, allo staff tecnico, e a tutti coloro che seguono la squadra in trasferta, ogni quattro giorni (si arriverebbe ad un costo pari a cinquecentomila euro, che non puo’ essere compensato soltanto dalle ricezioni televisive). In effetti, la FIGC sta valutando l’idea di provvedere a dei fondi per assistere le nostre atlete e il campionato di calcio femminile, ma la situazione resta ancora in alto mare. Eppure, le giocatrici non vedono l’ora di scendere in campo: la capitana dell ‘AS Roma femminile, Elisa Bartoli (anche giocatrice della nazionale italiana di calcio), ha riportato su Sky Sport le seguenti parole, proprio qualche settimana fa:” Guardare la Roma mi manca, ma soprattutto quello che creano questi eventi, l’ unione che si crea nelle persone, l’entusiasmo e la voglia di tifare tutti insieme. Soprattutto mi manca ip giocare, questi colori, mi manca indossare la maglia, le mie compagne, entrare al tre fontane con l’inno che ogni volta lo canto ed e’ una sensazione stupenda.

Cosi’ parla invece la caposquadra juventina (e capitana della nazionale italiana) Sara Gama:”Ci aspettiamo pari tutele sanitarie dei nostri colleghi uomini, che venga redatto un protocollo ad hoc perche’ quello dei dilettanti per noi non va bene per riprendere. Attendiamo poi anche le risorse per tornare ad allenarci e vivere da professioniste quali siamo. Le calciatrici oggi sono consapevoli di essere professioniste a tutti gli effetti e quindi si aspettano un riconoscimento ufficiale del loro status. Siamo a un bivio, ma nei momenti di crisi ci sono anche grandi possibilita’, si puo’ riformare il calcio”. Le parole di entrambe le caposquadra italiane vanno a riflettere quella che e’ la situazione agonistica femminile: FifPro, l’organizzazione globale dei calciatori professionisti, ha sottolineato il fatto che il calcio femminile, cosi’ come in altre discipline, possa incappare in una crisi esistenziale, che vanificherebbe gli sforzi fatti fino ad ora per renderlo visibile al grande pubblico.

Altro appello viene lanciato da Moya Dodd, ex giocatrice professionista, ora avvocato e membro della FIFA, la quale sottolinea il fatto che nel suo paese nati’o, l’Australia, sia per quanto riguarda il calcio che per quanto concerne il rugby, la ripresa delle attivita’ agonistiche femminili stia passando in secondo piano, accelerando quella degli sport maschili, perche’ portano maggiori introiti economici.

Speriamo di poter vedere le nostre calciatrici preferite sfidarsi in campo, anche perche’ il campionato femminile aveva una classifica molto entusiasmante: la Juventus era in testa a tutte, ma Milan, Roma e Fiorentina si contendevano il secondo posto. Che vincano le migliori!

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