I vaccini in breve

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Da dove originano, il meccanismo d’azione, perche’ e’ importante vaccinarsi.

Chiunque si fosse mai chiesto da dove provenga la parola “vaccino”, non rimarra’ molto stupito nel capire che deriva proprio da “vacca”, o meglio, da variolae vaccinae, il vaiolo della mucca.

Il vaiolo e’ una malattia di origine virale che si manifesta con febbri alte e comparsa di pustole ulceranti su tutto il corpo che in passato, era per la maggior parte dei casi mortale.

 Il motivo per il quale si e’ scelto di adottare questo nome risale all’osservazione scientifica fatta dallo scienziato e medico Edward Jenner che, nel 1700, decise di capire perche’ le mungitrici contraevano frequentemente il vaiolo bovino, ma raramente quello umano.

 Adottando il metodo scientifico, Jenner formulo’ l’ipotesi che il vaiolo delle mucche, se contratto dall’uomo, innescasse un meccanismo di difesa da parte dell’organismo.

Scelse cosi’ di prelevare del liquido da una pustola sulla pelle di una mungitrice colpita dal vaiolo bovino e lo inoculo’ in un bambino, James Phipps.

Dopo un paio di mesi inoculo’ nello stesso bambino il virus umano e sorprendentemente, James non si ammalo’ e quindi, l’ipotesi era veritiera.

 Questa pratica per la quale una variante innocua di un agente patogeno viene iniettata nel sangue per attivare una risposta immunitaria da parte dell’organismo venne chiamata “vaccinazione”.

 Ad oggi, i vaccini preparati somministrando una piccola dose di virus vivo, ma indebolito, forniscono l’immunita’ acquisita per quel virus e questa permane per il resto della vita.

 Il vaccino puo’ essere anche introdotto come parte di un virus inattivo e quindi non vivo, ma per assicurarne un’immunita’ duratura, prevede la somministrazione di varie dosi nel corso della vita.

In poche parole, i vaccini inducono una risposta immunitaria simile a quella indotta dalla malattia stessa, che puo’ essere di tipo umorale, quando in risposta al patogeno si producono anticorpi, oppure inducono una risposta immunita’ cellulo-mediata, quando i linfociti T agiscono sul patogeno.

 Il vaccino scoperto da Jenner, era un vaccino naturale ed i vaccini di questo tipo prevedono l’insorgere di problematiche ed elevati costi di produzione; per farvi fronte, la scienza ha introdotto la creazione di vaccini sintetici costituiti da polipeptidi sintetizzati in laboratorio ed inseriti in una proteina che li trasporta nel sangue, tecnica conosciuta come quella del DNA ricombinante.

 La scoperta del vaccino e’ stata una delle piu’ grandi scoperte scientifiche che ha segnato un’era ed ha cambiato il metodo di approccio alla malattia, risultando come il mezzo di prevenzione per alcune note malattie piu’ efficace al giorno d’oggi; ricordiamo che prevenire e meglio che curare.

 Grazie a questa scoperta avvenuta nelle campagne inglesi circa 3 secoli orsono, siamo stati in grado di debellare completamente alcune gravi patologie, come la difterite o il vaiolo appunto.

 Ricordiamo anche la meningite, precisamente quella causata dall’ Haemophilus influenzae di tipo B, che grazie alla vaccinazione di popolazioni, molti paesi sono stati in grado si eradicare.

Per fare in modo che una malattia venga completamente debellata e’ importante raggiungere l’immunita’ di gruppo: se la copertura del vaccino raggiunge il 95% di una popolazione, il virus o il batterio, non potendo piu’ diffondersi, scompare.

 In Italia sono obbligatorie le vaccinazioni per la difterite, il tetano, la poliomelite, l’epatite B, altre sono fortemente raccomandate.

 “Nei giorni scorsi, la rivista Science ha dato spazio ai risultati di un gruppo di ricerca cinese che afferma di aver eseguito con successo i primi test su un modello animale di un vaccino contro il SARS-CoV-2 ricavato da virus inattivati e purificati: si tratta di uno degli otto che, sul sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’, figurano in valutazione clinica. Ne esistono, pero’, almeno un altro centinaio in fase pre-clinica, che forse non arriveranno mai alla sperimentazione sull’uomo”.

(https://www.osservatoriomalattierare.it/news/attualita/16073-coronavirus-vaccino-si-o-no-e-se-si-quando).

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