Miles Davis, una stella del Jazz

 -  - 


E’ il 26 maggio del 1926 e nella citta’ di Alton, che con naturale consuetudine saluta  le acque del fiume Mississipi nella contea di Madison ( nello stato dell’Illinois), nasce colui che il mondo della musica Jazz avrebbe riconosciuto come una delle sue stelle piu’ luminose: Miles  Dewey Davis III.

Il contesto familiare  di Miles era piuttosto agiato: suo padre Miles Davis II, era un affermato dentista di Saint. Louis, sua madre Cleo Henry invece era una pianista di grande talento. Nei piani di Cleo il piccolo Miles avrebbe dovuto imparare a suonare il violino, ma il destino volle che suo padre nel giorno del suo tredicesimo compleanno tornasse a casa e gli regalasse una tromba. Inizio’ a suonarla seguendo le lezioni di un maestro privato, Gustav e seguendo i sapienti consigli di  Elwood Buchanan, direttore della banda del liceo che frequentava. Cosi’, dopo un lungo periodo di pratica e studio, nel 1943 Davis arrivo’ a esibirsi per la prima volta in assoluto con il gruppo di Eddie Randle, all’epoca noto con il nome di “Blue Devils”. Fu proprio a partire da quel momento che ebbe l’occasione di conoscere un personaggio chiave per la sua carriera da musicista, Clark Terry, una nuova e fresca celebrita’ locale. I Blues Devils grazie alle loro esibizioni divennero sempre piu’ popolari. Nel 1944, Davis  si reco’ al Riviera Club di  Saint. Louis per lasciarsi incantare dalla voce di Billy Eckstine (affermato cantante jazz) e dalla sua orchestra. Entrato nel locale, un uomo gli chiese di sostituire uno dei trombettisti, poiche’ indisposto. Miles non perse tempo ed accetto’ ben volentieri l’invito e si esibi’. Fu nel clima della buona atmosfera che si respirava al Riviera Club che il giovane musicista conobbe altri personaggi di fama, tra i quali ricordiamo Charlie Parker,  Dizzy Gillespie, Sarah Vaughan, Buddy Anderson , Gene Ammons, Lucky Thompson e Art Blakey.  Nello stesso anno consegui’ il diploma e si trasferi’ a New York, dove il centro della vita notturna era la Cinquantaduesima strada ( The Street), animata da celebri e vivaci locali, come il Three Deuces, lo Spotlite, il Kelly’s  Stable, l’Onyx e il Birdland. Un ambiente decisamente favorevole all’ispirazione musicale. Il sogno di Miles era quello di collaborare a lungo con Charlie Parker e Dizzie Gillespie.

In virtu’ di questo ambizioso progetto passo’ del tempo a cercare Charlie, sebbene molti musicisti cercarono di fargli cambiare idea sostenendo che non ne valeva la pena. Durante le sue ricerche Davis si ritrovo’ a partecipare a delle jam sessions ad Harlem. L’anno seguente riusci’ a entrare in uno studio di registrazione con il gruppo di Herbie Fields, clarinettista e sassofonista jazz. Poco dopo accadde che Gillespie abbandono’ il gruppo di Parker, il quale di conseguenza decise di reclutare il giovane Davis. Intorno al 1948 il rapporto di formazione con Parker si deterioro’. Gli anni ’50 di Davis si ricordano come uno dei periodi peggiori: sempre di piu’ era venuto a contatto con tossicodipendenti e spacciatori di droga. Tuttavia possiamo sostenere che molti aspetti della sua vita privata lo portarono su questa dolorosa via. In questo contesto nacque la famosa “Bird of the Cool”, ma si tratto’ di un successo di critica e non raggiunse in modo semplice e naturale il grande pubblico. Nel frattempo lo stile che aveva inventato portava al successo molti musicisti bianchi, spesso suoi ex collaboratori e questo feriva i suoi sentimenti.  Tra il 1952 e il 1953 la sua dipendenza da eroina inizia a incidere eccessivamente sulle sue abilita’ artistiche. Per evitare cadute decise di tenersi lontano dall’ambiente newyorkese, lavorando a Detroit e in altre citta’ del Midwest. Grazie a questa decisione riusci’ a disintossicarsi quasi del tutto. Davis fece ritorno a New York nel 1954, dove fece gruppo con  John Coltrane, Red Garland, Paul Chambers e Philly Joe  Jones. Grazie a questo quintetto fu possibile realizzare quattro memorabili incisioni per la Prestige Recods: Relaxin’ with Miles Davis  Quintet, Steamin’, Workin’ with the Miles Davis Quintet e Cookin’.  Il quintetto pero’ non era destinato a durare a lungo e si opto’ per la sua rottura. Miles torno’ in studio nel 1959 con un sestetto rimaneggiato e grazie al quale pote’ dar vita a “Kind of Blue”, registrato in appena due sessioni. «Quest’album deve essere stato fatto in paradiso» commento’ il batterista jazz Jimmy Cobb. Dopo “Kind of Blue” Miles decise di prendersi una pausa. Nel 1963 Davis fonda un nuovo quintetto, in cui presero parte George Coleman, Ron Carter,Tony Williams e Herbie Hancock. Si registrarono album di ottima qualita’, come “Seven Steps to Heaven” e “My Funny Valentine”. Gli anni ’60 furono anche quelli in cui il suo stile si contamino’ con la fusion, genere musicale che combina elementi di rock, jazz e funk. Alla Columbia riceveva contratti sproporzionati  rispetto al suo profilo professionale e cio’ lo mise costantemente sotto pressione. Nel 1975 Miles e’ tormentato da diversi malanni, tra cui: diabete, artrite, borsite, ulcera e diversi problemi renali. Nel 1981 comparve sulla scena musicale con nuovi musicisti. A questo periodo risale l’album “ The Man With The Horn”. Miles suono’ fino agli ultimi anni della sua vita. I suoi ultimi concerti in Italia si tennero nell’anno 1991, tra i quali ricordiamo quello che si svolse il 23 luglio a Roma all’interno dello Stadio Olimpico. Miles mori’ a Santa Monica il 28 settembre 1991, lasciando un enorme vuoto nella scena musicale jazz e nel mondo intero. Cosi’ si spense Miles Dewey  Davis III, cosi’ visse una leggenda.

Link alla pa­gi­na del­l'au­to­re: https://www.lumiere.click/author/sara-giovannozzi/
Link pa­gi­na in­sta­gram di Lu­mie­re: https://​​​​www.in­sta­gram.com/​​​​lu­mie­re_­click/
comments icon 0 commenti
0 notes
99 visite
bookmark icon

Write a comment...

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *