Marian Anderson: non solo brillante voce, ma soprattutto donna di valori

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“Nessuno di noi e’ responsabile per la carnagione della sua pelle. Questo fatto della natura non offre alcuna definizione del carattere o della qualita’ della persona” -Marian Anderson- 

Marian Anderson nacque a Philadelphia (Pennsylvania) il 27 febbraio del 1897. Figlia di John Berkeley Anderson, proprietario di una piccola impresa e di Annoe Delilah Rucker Anderson, insegnante in Virginia. Inizio’ ad esercitare le sue abilita’ canore sin dalla piu’ tenera eta’, quando a 10 anni prese parte al coro guidato dall’alto intelletto di Emma Azalia Hackley. La talentuosa Marian si diplomo’ alla Philadelphia High school nel 1921, anno in cui tento’ di iscriversi alla Philadelphia Music Academy, (oggi nota come la University of the Arts). Il tentativo falli’ miseramente a causa del colore della sua pelle. Non avendo scelta, decise di proseguire seguendo corsi privati, nei quali ebbe la fortuna di incontrare insegnanti di alto calibro come l’italiano Giuseppe Boghetti e Agnes Reifsneyder. Nel 1925, all’eta’ di 25 anni vinse il suo primo premio nella competizione sponsorizzata dalla New York Philarmonic e si stabili’ nella Grande Mela per continuare i suoi studi privati. Risale al 1928 una delle sue prime esibizioni piu’ memorabili, quando si presento’ al famoso Carnegie Hall.

Due anni piu’ tardi fece seguito il suo debutto europeo, recandosi al Wigmore Hall Londra. Durante i primi anni ’30 viaggio’ molto per l’ Europa, per poi tornare negli States nel 1935 al fine di dar scena alla sua esibizione recitativa  al Town Hall. Marian acquisiva sempre piu’ popolarita’ grazie all’unicita’ del suo talento di anno in anno. Cio’ nonostante non fu semplice affrontare la quotidiana vita sociale: di frequente non le veniva concesso di sedersi ai ristoranti o di alloggiare negli hotel durante il tour. Fortunatamente pote’ contare sull’aiuto di alcuni personaggi a noi ben noti, come Albert Einstein, il quale la invito’ a casa sua ogniqualvolta si trovasse nei paragi della Princeton University. Nel 1939 venne respinto il suo permesso di cantare al Constitution Hall dalle DAR (Daughters of the American Revolution). Ne derivo’ la decisone della First Lady Eleanor Roosevelt di ridefinire la struttura della DAR, il cui nome cambio’ conseguentemente in National Association for the Advancement of Colored People (NAACP) . In questo progetto la First Lady trovo’ il prezioso sostegno dell’avvocato Walter Francis White, il quale venne posto a capo della NAACP dal  1931 al 1955. Si creo’ una vera e propria campagna per fare esibire Marian al Lincoln Memorial. Il 9 aprile del 1939 venne raggiunto l’obiettivo e Anderson riusci’ a cantare di fronte a 75000 persone. In seguito, durante la Seconda Guerra Mondiale e la Guerra Coreana, la sua voce incanto’ numerose truppe. Solamente nel 1943 ebbe l’occasione di esibirsi davanti a un pubblico integrato al Constitution Hall.  Sposo’ l’architetto Orpheus H. Fisher il 17 luglio dello stesso anno. Al 1955 risale l’evento piu’ clamoroso per la sua carriera: per la prima volta in assoluto, una donna afro-americana delizio’ l’udito del vasto pubblico con l’appoggio della Metropolitan Opera di New York. Due anni piu’ tardi, canto’ durante l’inaugurazione del Presidente Dwight D. Eisenhower, il quale la rese ambasciatrice e nel 1958 delegatrice delle Nazioni Unite. Nel 1961 invece ricevette l’invito all’inaugurazione presidenziale di J. F. Kennedy. 

Gradualmente l’impegno civile della cantante crebbe sempre di piu’, arrivando a programmare e realizzare concerti di beneficienza per il Congress of Racial Equality (CORE) e a partecipare con la sua performance alla Marcia su Washington per il Lavoro e la Liberta’ del 1963. Indubbiamente Marian ricevette numerose onorificenze, tra cui la medaglia presidenziale della liberta’ ricevuta in dono da Kennedy nel 1963  e un Grammy Award  per la sua carriera musicale nel 1991. Marian mori’ a 96 anni nel 1993 a Portland (Oregon), a casa di suo nipote, il conduttore James DePriest. Tra gli episodi piu’ significativi, ricordiamo quello in cui la tesoreria statunitense decise di coniare la mezza oncia della medaglia d’oro attribuendo le sue fattezze. Nel 2005 inoltre venne pubblicato il francobollo in suo onore.

Con talento e con umani valori di alto livello, Marian ha lasciato la sua indelebile impronta in un contesto sociale mondiale. La sua storia verra’ ricordata e narrata  ancora una volta. 

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