La Stanza della Segnatura di Raffaello Sanzio

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L’arte di Raffaello si distinse inizialmente a Firenze, dove giunse nel 1504, grazie ad una lettera di Giovanna da Montefeltro, scritta al gonfaloniere fiorentino Pier Soderini. La sua fama s’accrebbe cosi’ tanto a Firenze che riusci’ a raggiungere le stanze papali. A Roma, nel 1503, era diventato Papa Giulio II, Giuliano della Rovere, che aveva deciso di non soggiornare presso gli appartamenti (affrescati dal Pintoricchio) del suo predecessore, Papa Alessandro VI (Roderic Borja), poiche’ era stato un suo acerrimo nemico. Cosi’, il pontefice raduno’ quelli che erano tra i migliori artisti in circolazione per affrescare i suoi appartamenti privati: Perugino, Sodoma, Bramantino, Lorenzo Lotto, Bramantino e il giovane Raffaello. Si narra che il Papa rimase cosi’ impressionato dai disegni di Raffaello che licenzio’ tutti gli altri artisti ed affido’ a lui il completamento delle stanze. In effetti, bisogna ricordare che il Sodoma comincio’ ad affrescare la volta della Stanza della Segnatura nel 1508, con la tecnica dell’affresco, realizzando la decorazione a grottesche. Inoltre, dai restauri condotti, e’ emerso che il pittore ha utilizzato non solo la tecnica a fresco, ma anche a secco, terminando dei piccoli dettagli o correzioni con pennellate di tempera. Dunque, Raffaello decora la prima Stanza tra il 1508 e il 1511. e’ conosciuta anche come stanza della Segnatura perche’, dopo il pontificato di Giulio II, divenne sede del tribunale ecclesiastico, da studio privato qual era. Raffaello comincia terminando la volta, con le allegorie della Teologia, Filosofia, Poesia, Giustizia. Al di sotto della Teologia, rappresenta la Disputa del Sacramento; sin da subito l’osservatore comprende l’importanza sacrale di tale scena. Al centro, infatti vi e’ l’ostia, fulcro anche del centro prospettico, con al di sopra lo Spirito Santo, rappresentato da una colomba, al di sopra della quale e’ presente un Cristo in trono, fiancheggiato dalla Vergine e da San Giovanni Battista. Una schiera di Santi si dispone ad u intorno alla figura di Gesu’, sorretti delle nuvole grigiastre, dalle quali spuntano teste di angeli. Mentre intorno all’altare si distinguono figure di vescovi, pontefici intellettuali: e’ possibile riconoscere il ritratto di Dante Alighieri, la controversa figura del Savonarola, Bramante (famoso architetto rinascimentale marchigiano, attivo prima a Milano e poi a Roma), Sant’Agostino, Sant’Ambrogio, San Tommaso d’Aquino. L’affresco puo’ essere interpretato come una disputa, un dibattito, oppure il trionfo dell’Eucaristia, del Santissimo Sacramento. 

Al di sotto della Filosofia, si ha la rappresentazione della Scuola di Atene, un omaggio ai piu’ grandi filosofi greci: non e’ un caso che al centro vi siano due grandi sommi filosofi ateniesi: Platone e Aristotele (bisogna ricordare che Aristotele nacque a Stagira, in Macedonia e si formo’ ad Atene presso Paltone). Platone e’ rappresentato puntando il dito verso l’alto; un chiaro riferimento alle sue idee filosofiche, In effetti, cosi’ come narrato nel Fedro, secondo Platone, esisterebbe l’Iperuranio, o mando delle idee, luogo, per l’appunto, delle idee immutabili e perfette, non tangibile dagli enti terreni e corruttibili.  Esisterebbe. Pero’, un rapporto tra l’iperuranio e il mondo terrestre, esprimibile in quattro forme diverse: mimesi (gli oggetti terreni sono semplici copie di idee perfette e immutabili), metessi (le cose partecipano all’esistenza delle idee), parusia (le idee sono presenti nelle cose e ne rappresentano l’esistenza), aitia (le idee sono causa delle cose).

 Al contrario, Aristotele e’ rappresentato nell’atto di reggere un suo volume, l’Etica, primo scritto della storia su questo tema, e punta il dito verso l’alto, simbolizzando la sua concezione del mondo. Infatti, per Aristotele, la sostanza e’ cio’ che sussiste di per se’ e costituita da materia e forma. Per materia s’intende la potenzialita’ di ricevere qualunque forma, mentre l’atto e’ fine di qualsiasi ente esistente. Per Aristotele esistono tre tipi di sostanza: sensibili e corruttibili (tutto cio’ che ci circonda); sensibili e incorruttibili (cielo, pianeti, stelle fatti di etere; tempo e spazio che sono eterni); insensibili e incorruttibili (qualcosa di soprasensibile, cioe’ Dio).  Dietro le figure di Platone e di Aristotele, a fare da sfondo e’ presente una gigantesca architettura, che scandisce lo spazio prospettico. Ai lati, in delle nicchie, e’ possibile riconoscere la statua dio Atena e quella di Apollo, divinita’ della razionalita’ e dell’intelligenza. Sono rappresentati anche Eraclito (che nel disegno preparatorio era mancante ma fu aggiunto a fine opera), in atto di scrivere appoggiandosi ad un blocco marmoreo, Diogene, semisdraiato sui gradini, Euclide nell’atto d’insegnare, Tolomeo, che regge un globo terracqueo, Zoroastro, che regge una sfera celeste, l’autoritratto di Raffaello, dietro a alla rappresentazione del Sodoma, Pitagora, mentre lavora su un diagramma musicale, Senofonte e Alcibiade di fronte a Socrate.

Inoltre, Raffaello ha voluto rappresentare Platone con il volto di Leonardo da anziano, Eraclito con il volto di Michelangelo, Euclide come Bramante, Aristotele come lo scultore Bastiano, con lo scopo di mostrare come l’artista sia anche un’intellettuale, non solo un artigiano. 

In seguito, sotto la Poesia, Raffaello dipinge il Monte Parnasso, sacro ad Apollo e alle Muse (Clio, Euterpe, Thalia, Melpomene, Tersicore, Erato, Polimnia, Urania, Calliope). Non a caso, sono rappresentati anche Omero (scrittore dell’Iliade e dell’Odissea), Virgilio (scrittore dell’Iliade), Dante ( scrittore della Divina Commedia, della Vita Nova), Petrarca ( famoso per il suo Canzoniere), Boccaccio (  famosissimo il suo Decameron) , Saffo (compositrice di epitalami), Alceo (Inni, Canti Conviviali, Canti Erotici), Anacreonte (Odi e Canzoni), Ennio ( tradusse in latino l’Iliade e l’Odissea), Ovidio ( famoso per le sue Metamorfosi), Ariosto ( famoso per l’Orlando Furioso), Poliziano ( vicino a Lorenzo dei Medici e scrittore de La Fabula di Orfeo), Vittoria Colonna (scrisse i Sonetti per Michelangelo), Pietro Bembo ( Gli Asolani). Insomma, qui Raffaello rappresenta il meglio della poesia antica e di quella a lui contemporanea.

Infine, sotto Giustizia rappresenta le virtu’ teologali e cardinali (Fede, Speranza, Carita’, Giustizia, Prudenza, Temperanza, Fortezza). Al di sotto di esse, e’ possibile ammirare la consegna del Corpus Iuris Civilis, alla presenza dell’Imperatore Giustiniano dell’Impero Romano d’Oriente, una collezione del diritto romano antico e contenente anche nuove norme giuridiche, e la consegna del Diritto Canonico, un insieme di norme che regolano la vita di un cristiano Cattolico.  

La stanza della Segnatura a Roma rappresenta non soltanto il potere temporale e spirituale della Chiesa Cattolica, ma anche un passato antico che si voleva riscoprire e rinnovare, simbolo di una nuova eta’ florida per la citta’ di Roma.

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