Il labile confine tra il morale e l’immorale: la sperimentazione animale

 -  -  134


“L’animale ha ricevuto le facolta’ del sentimento, della memoria, e di un certo numero di idee. Chi gliele ha date? Colui che ha fatto crescere l’erba dei campi e gravitare la terra intorno al sole.” (Voltaire) La posizione di questo filosofo illuminista circa il rispetto delle specie animali sembra chiara: esse posseggono un’anima, esattamente come il genere umano. Questa posizione, tuttavia, non e’ stata condivisa dalla totalita’ delle menti illustri dei tempi passati. La pratica della vivisezione risale all’antica grecia, sperimentata per la prima volta da Alcmeone di Crotone per lo studio della cecita’. Con l’avvento del cristianesimo la considerazione degli atteggiamenti volenti nei confronti degli animali rimane comunque impunita. Pensatori come Tommaso d’Aquino infatti, non condannano i peccati verso gli animali ma esclusivamente quelli contro Dio, contro il prossimo e contro se’ stessi. La posizione del mondo cattolico subira’ una svolta con l’enciclica del 1988 di Papa Giovanni Paolo II. Infatti, esso sostenne che anche nel mondo naturale vengono applicate le leggi morali ed e’ peccato per un fedele non rispettarle. Cartesio, sebbene fosse uno dei maggiori esponenti del pensiero razionalista e luminare della sua epoca, non ebbe remore nella pratica della vivisezione, per svolgere esperimenti di anatomia. Egli comparava gli animali ad orologi, privi di emozioni ed incapaci di provare dolore. Kant, invece, esprime una visione controversa su questo concetto: alle volte considera gli animali privi di raziocinio, altre volte esprime la necessita’ di trattarli con riguardo, in quanto esseri viventi. Leonardo da Vinci, si schiero’ apertamente a favore della condizione degli animali, tanto da diventare vegetariano. Ad ogni modo, in passato, l’utilizzo della vivisezione sia umana che animale fu ampiamente impiegato per lo studio della fisiologia. Una svolta, nella considerazione degli animali e’ sicuramente quella apportata dalla pubblicazione dell’Origine della specie di C. Darwin e del successivo volume l’Origine dell’uomo. Queste opere, non solo sono considerate i pilastri della biologia evoluzionistica, ma hanno contribuito a modificare la considerazione etica degli animali. Infatti, nonostante la teoria darwiniana sia stata criticata da alcuni suoi contemporanei, essa scardinava la maggior parte dei concetti antropocentrici promulgati dalla Chiesa. Nello stesso periodo in cui e’ vissuto Darwin, Pasteur scopri’ il vaccino contro la rabbia. L’efficacia delle vaccinazioni fu testata per la prima volta nel 1877 su animali sani. Attualmente, l’efficacia dei vaccini viene ancora testata su questi ultimi. Infatti, prima di procedere alla commercializzazione, si effettuano test sui primati non umani, geneticamente molto vicini a noi, per poi procedere ai test su base volontaria. Esperimenti recenti dimostrano che il concetto di empatia e compassione, che si ritenevano esclusivi della nostra specie, sono in realta’ risposte emozionali presenti anche nelle antropomorfe. Kuni, femmina di bonobo ospite in uno zoo inglese, ha cercato di aiutare un uccellino a volare. Sebbene in quanto scimpanze’, non avesse alcuna pratica familiarita’ con il volo, e’ stata in grado di immedesimarsi nei bisogni del piccolo volatile. Gli scimpanze’ instaurano relazioni profonde con gli altri componenti del gruppo e sono disposti, se necessario, a sacrificarsi per salvare gli altri. Il comportamento consolatorio, derivante dall’ avere coscienza di se’, e’ presente nelle scimmie antropomorfe ma non nelle non-antropomorfe, che non sanno distinguere se’ stesse dagli altri. e’ molto labile quindi, il confine tra uomo e scimmia: Goodman nel 1962 propose di inserire gli scimpanze’ nel genere “Homo”. Se questa proposta fosse accettata dalla comunita’ scientifica, sarebbe ancora etico fare sperimentazioni sui nostri lontani cugini? Tra l’altro anche tra le non-antropomorfe il sentimento 

di empatia e’ ampiamente diffuso. Durante delle sperimentazioni sulla specie Macaca rhesus, molti membri si astenevano dal cibarsi, se quando lo facevano veniva attivato un congegno che causava dolore ad un membro del gruppo. 

Studi brutali di psicologia su animali sono stati svolti nello scorso secolo. Particolarmente crudele, e’ stato un esperimento relativo al “senso di impotenza appreso” per lo studio della depressione umana, organizzato da R. Solomon, L. Kamin e L. Wynne dell’Universita’ di Harvard. Lo studio in questione prevedeva di somministrare delle scosse elettriche a dei cani che erano quindi spinti a salare attraverso una barriera per evitarle. Una volta attraversata la barriera, pero’ essi ricevevano altre cento scosse. Ripetendo l’esperimento piu’ volte si osservava la rassegnazione dei cani al subire la prima scossa senza spostarsi al di la’ della barriera, per evitare di essere colpiti dalle successive cento, nel tentativo di fuggire. Da questo esperimento si e’ quindi dedotto, che il concetto di rassegnazione non e’ esclusivo della nostra specie ma caratteristico anche di altri mammiferi. Nel 1955-65 furono svolti degli esperimenti circa lo studio degli effetti dell’isolamento sociale sulle scimmie, private della madre e di contatti umani da parte del professor Harry Harlow del centro di ricerca sui primati del Wisconsin. Gli esperimenti prevedevano di costruire delle madri fantoccio per analizzare gli effetti sul piccolo. Un isolamento di questo tipo riduce questi animali ad un livello socio- emotivo dominato dalla paura. Quando il professor Bowlby, uno dei piu’ noti psichiatri inglesi del periodo, fece visita ai laboratori del collega, rimase sconvolto. Infatti, gli effetti della privazione della figura materna nella nostra specie erano gia’ noti, studiati alcuni anni prima da Bowlby stesso su alcuni bambini orfani. I risultati degli studi di Bowlby sui bambini orfani evidenziavano che l’assenza della figura materna aveva effetti sulla formazione del carattere del bambino. 

Gli esperimenti, precedentemente citati, dimostrano incontestabilmente che gli animali provino dolore, sia fisco che emotivo. Tuttavia, in determinati ambiti e’ necessario utilizzare sperimentazioni animali per applicazioni legate al benessere umano, quali la ricerca in campo biomedico ed al benessere animale, che contribuiscono allo sviluppo di un paese. Alcune delle piu’ grandi scoperte, come quella dei vaccini sono state possibili solo grazie alla disponibilita’ di testarli su animali sani. Per evitare la sperimentazione brutale e crudele sugli animali, (come negli esperimenti di H. Harrow, R. Solomon, L. Kamin e L. Wynne) se non essenziale e giustificata da fini scientifici, e’ stato istituito, in Europa, un organismo apposito per il monitoraggio dell’utilizzo di animali in sperimentazioni: Organismo Preposto per il Benessere Animale. Questo e’ avvenuto anche grazie alla diffusione del concetto di “scienza con coscienza”. In Europa, nel 1986 si e’ svolto un convegno volto alla protezione dei vertebrati usati nelle sperimentazioni scientifiche ed e’ stata varata la direttiva (86/609) che regola ed amministra i provvedimenti degli stati membri riguardanti la protezione degli animali utilizzati nelle sperimentazioni. Non si preclude, quindi, la possibilita’ di fare sperimentazioni sugli animali, ma solo se strettamente necessarie ai fini della ricerca. Bisogna inoltre, cercare di attenuare le sofferenze e ridurre il numero degli individui coinvolti. La normativa europea ha stimolato la formazione di comitati etici a protezione degli animali coinvolti in questo tipo di sperimentazione (86/609CEE) ed in Italia e’ regolata dal decreto legislativo D.lgs.vo 26/14. Questa norma ha come scopo la riduzione del numero di individui, la sostituzione quando possibile e la diminuzione dello stress e della sofferenza derivante dagli 

esperimenti. Si pone, inoltre in risalto l’aspetto sociale e relativo all’interazione tra uomo ed animale, come metodo di alleviamento della sofferenza. La normativa europea ha previsto che ogni allevatore, utilizzatore o fornitore istituisca un Organismo preposto al benessere animale, che fornisca supporto tecnico-scientifico ai ricercatori. Questo organo e’ costituito da un insieme di figure poliedriche ed annovera numerose funzioni tra le quali quella di sostenere i ricercatori nell’applicazione del principio di sostituzione, riduzione e perfezionamento, esprime un parere motivato sui progetti di ricerca, di monitorare la ricerca e di fornire pareri in merito al reinserimento, promuove, inoltre, iniziative di formazione e convegni. Tra le altre mansioni, monitora la rilevanza tecnico-scientifica della ricerca, la sicurezza dei farmaci e l’adeguata formazione dei ruoli professionali, nonche’ l’analisi del danno/benefico del progetto. 

Nel campo del monitoraggio delle sperimentazioni animali l’Olanda e l’Inghilterra sono all’avanguardia. In particolare, in Inghilterra e’ stato proposto nel 1959, da parte di due accademici britannici, membri dell’University Federation of Animal Welfare, un modello finalizzato alla riduzione della sofferenza negli animali utilizzati nelle sperimentazioni. Questo modello e’ noto come la regola delle tre R: Repleacement (rimpiazzare), Reduction (riduzione) and Refinement (miglioramento). Rimpiazzare quando possibile, con metodi alternativi le sperimentazioni animali. In particolare, tramite test in vitro, modelli bioinformatici o approcci biochimici. Ridurre il numero di animali utilizzati negli esperimenti ed alleviare lo stress e la paura degli animali utilizzati nella sperimentazione. Inoltre, per ridurre al minimo il grado di sofferenza si fa uso dell’arricchimento ambientale: fornire una scelta tra i vari giochi e la disposizione di elementi che possano ricordare quelli presenti nell’habitat naturale dell’animale. Non meno importante e’ il contatto umano e con altre specie e quando possibile il reinserimento in contesti sociali. “Al cuore della bioetica animale si situa la questione del benessere: la sfida e’ quella di articolare l’idea che, oggi, l’impegno nelle ricerche e nel miglioramento del benessere animale costituisce un imperativo etico.” 

In scenari extraeuropei la situazione e’ diversa sebbene negli ultimi tempi si sia diffusa una maggiore consapevolezza circa l’utilizzo degli animali in laboratorio. Nel 2015, come riportato da articoli di Nature e Science, sono stati utilizzati in alcuni esperimenti individui della specie Macaca rhesus. Le indagini erano finalizzate ad analisi di tipo comportamentale nel laboratorio del National Institutes of Health (US). L’istituto e’ stato accusato da parte di alcune associazioni ambientaliste di compiere degli esperimenti brutali su questi primati non umani. Effettivamente, gli esperimenti ricordano quelli svolti nel 1955-65 da Harlow, precedentemente citati, e secondo alcuni esponenti politici americani sono state del tutto futili in quanto si dispone gia’ di queste evidenze. In particolare, gli esperimenti organizzati di S. Suomi, psicologo del National Institute of Child Health and Human Development (NICHD) a Poolesville, Maryland, studiano gli effetti della rimozione dei piccoli dalle madri. L’analisi si focalizza, in particolare, sul funzionamento del cervello e l’espressione genetica, ma anche comportamenti quali il consumo di alcool tra i piccoli. L’associazione americana PETA ha posto l’attenzione sull’immoralita’ di questo studi, considerandoli arcaici e crudeli. Uno dei membri del partito democratico si e’ espresso sostenendo che gli effetti della perdita dei genitori nella nostra specie sono gia’ noti, quindi sarebbe stato opportuno evitare di sottoporre a stress degli animali senza una valida motivazione. A seguito di questa mobilitazione e della risonanza di questo tipo di esperimenti, il direttore del laboratorio ha 

dichiarato la modificazione di alcune procedure invasive e la riduzione di determinate pratiche se non necessarie a raggiungere dei risultati scientifici rilevanti. In America, la ricerca scientifica e’ guidata da aziende private, questo implica che anche al livello bioetico ogni laboratorio disponga di predisposizioni peculiari. 

Attualmente, in Europa a seguito dell’emanazione delle leggi europee, si svolgono meticolosi controlli sulle sperimentazioni animali. Coloro inoltre, che volessero astenersi dalla sperimentazione animale in Italia, possono presentare l’obiezione di coscienza, sia per quanto concerne la condizione di studente universitario che quella di ricercatore. Nonostante cio’, come puntualizzato da un articolo pubblicato su Nature, ai fini del progresso scientifico alle volte e’ necessario compiere sperimentazioni sugli animali. L’attualita’ ci insegna pero’ a comportarci eticamente nei confronti delle altre specie, in quanto la maggior parte della comunita’ scientifica e’ conforme nel ritenere che l’epidemia di COVID-19 sia dovuta a trasmissione zoonotica, e che il virus sia stato tramesso all’uomo a causa del consumo di animali vittime di commercio e tratta illegale. Tuttavia, per lo sviluppo di un vaccino per il suddetto virus, c’e’ una mobilitazione dei vari centri di ricerca che, inevitabilmente devono effettuare test su non antropomorfe per verificare la risposta immunitaria al vaccino. Sebbene sia evidente, la necessita’ di utilizzare animali per i test in campo biomedico, e’ rilevante anche ricordare il pensiero di Voltaire e Leonardo Da Vinci, entrambi contro la vivisezione e contro l’abuso di potere nei confronti degli animali. Infatti, come scrive Vasari: “Passeggiando tra le bancarelle del mercato a Firenze, un giorno Leonardo si imbatte’ in un venditore di uccellini, tutti, ovviamente, chiusi in gabbia. Commosso fino alle lacrime, il grande artista li compro’ tutti e poi li lascio’ volare via, liberi.” 

Bibliografia e sitografia: 

-Bestie, Dizionario filosofico, Voltaire 

-Comitato Nazionale per la Bioetica, Sperimentazione animale e salute dei viventi, pag 9 

-P. Singer, liberazione animale, cit pag 221 

– Giovanni Paolo II, Sollicitudo rei socialis, liberazione animale. 

-liberazione animale singer, pag 230-232 

-Kant, Metafisica dei costumi e Lezioni di etica 

-C. Darwin, l’origine della specie (1859) e L’origine dell’uomo (1871) 

-Umani da sei milioni di anni, Gianfranco Biondi e Olga Rickards pp.20-23 

–P. Singer, liberazione animale pag 68 e 54 

–The etichs of researching involving animals, Nature 

-Comitato Nazionale per la Bioetica, sperimentazione animale e salute dei viventi, pag 10 

http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=4397&area=sanitaAnimale&menu=spe rimentazione 

– https://ec.europa.eu/environment/chemicals/lab_animals/3r/alternative_en.htm 

-Animal reasearch and the search for understanding, Nature 2016 

-G. Bono, B. de Mori, il confine superabile, Carocci, Roma 2011 pp. 38-39 

-https://www.sciencemag.org/news/2015/12/nih-end-controversial-monkey-experiments-poolesville-lab 

-https://www.nature.com/news/nih-defends-monkey-experiments-1.16814 

-https://www.nature.com/articles/s41591-020-0820-9 

-https://www.nature.com/articles/d41586-020-01092-3 

-Voltaire, Dizionario filosofico, 1764 

-Vasari, “Vite dei piu’ eccellenti architetti pittori et scultori italiani da Cimabue insino a’ tempi nostri”, 1550.

Link alla pa­gi­na del­l'au­to­re: https://www.lumiere.click/author/viola-pagliani/
Link pa­gi­na in­sta­gram di Lu­mie­re: https://​​​​www.in­sta­gram.com/​​​​lu­mie­re_­click/
13 voto/i
comments icon 4 commenti
4 notes
113 visite
bookmark icon

Write a comment...

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.