I Leoni di Sicilia

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I Leoni di Sicilia di Stefania Auci, pagine ca 419
Genere: Romanzo Storico.

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Non conoscevo l’autrice e non conoscevo la Casa Florio ma alla fine della lettura del Romanzo non so se mi sono innamorato piu’ dell’autrice o della storia della casata… la risposta forse e’ facile, mi sono innamorato di entrambe.

Non e’ il solito libro con la solita e noiosa trama storica, non sono riuscito a trovare un solo difetto nel libro… e dire che mi sono impegnato. Un libro cosi’ non lo leggevo da tempo, un libro speciale: si presenta come una lettura di una leggerezza unica, scorrevole e allo stesso tempo densa di punti di ispirazione. La Storia e’ ambientata tra il 1799 e il 1861 (anno dell’unita’ di Italia) e vede l’evolversi delle vicende della Casa Florio. [vicende storiche di una famiglia veramente esistita]

Ogni capitolo del Romanzo si apre con una mezza paginetta di storia per spiegare gli avvenimenti piu’ importanti che dovranno affrontare i membri della Casa Florio.
I due capostipiti della famiglia Paolo e Ignazio Florio arrivano in Sicilia nell’anno 1799 con poco denaro ma con una elevata dose di ambizione, essi desiderano essere i piu’ ricchi e i piu’ potenti di Palermo. E ci riusciranno e andranno anche oltre: acquisteranno inizialmente una piccola bottega abbastanza malridotta per trasformarla in uno dei negozi di spezie piu’ fiorenti di tutta Palermo, acquisteranno navi, commerceranno zolfo, acquisteranno terreni, saranno i primi a commerciare il tonno sottolio in tutto il resto del mondo, venderanno vino di prima qualita’, vinceranno l’appalto per la corrispondenza (insomma saranno le vere e proprie poste italiane del tempo).

Nonostante tutto questo manca loro una cosa: la nobilta’; infatti i nobili non fanno mai dimenticar alla famiglia Florio di essere dei semplici facchini, nonostante questi abbiano una ricchezza pari a quella di un vero e proprio Re e di gran lunga superiore alle ricchezze nobiliari (ormai decadute). Vincenzo, figlio di Paolo e erede della ricchezza di tutta la casata, combattera’ fino all’ultimo per avere il titolo che gli spetta, arrivera’ ad avere lo stesso Francesco Crispi come avvocato, ma riuscira’ ad ottenere il titolo nobiliare?

Le vicende descritte dall’autrice dipingono un’Italia antica ma allo stesso tempo piu’ vicina a noi di quanto possiamo immaginare. Molti dei caratteri dei personaggi rispecchiano quelli attuali degli italiani, anche se spesso molto piu’ duri rispetto a quelli moderni.
Alcune scene descritte vengono scritte con cosi’ tanta empatia che fanno emergere nel lettore un puro sentimento di miglioramento di se, come se il libro mirasse anche alla nostra educazione: spesso mentre si legge si potrebbe pensare “ehi ma non dovrebbe fare cosi’, starebbe molto meglio se facesse cola’” e un secondo dopo ripensandoci si dice “ahime’ forse anche io avrei fatto cosi’”.

Leggere questo libro e’ importantissimo, ci rende noto che ci sono alcuni momenti della vita che non possono e non devono essere assolutamente sprecati.

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