Il giardino di Ninfa

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Nel 2019 il New York Times ha eletto il Giardino di Ninfa, situato nei pressi di Cisterna di Latina, al confine con le localita’ di Norma e Sermoneta, come “il piu’ romantico al mondo”.

Il Giardino, che deve il suo nome all’antica citta’ di Ninfa, di cui ingloba i resti, e’ stato dichiarato nel 2000 Monumento naturale della Regione Lazio, e quindi sottoposto a tutela, in virtu’ della sua unicita’. Infatti Ninfa nasce come citta’ medievale nota per aver visto nel 1159, in una delle sue sette chiese, Santa Maria Maggiore, l’incoronazione del pontefice Alessandro III, in fuga dalle truppe di Federico Barbarossa. Il declino della citta’ inizia nel 1381, quando fu saccheggiata e parzialmente distrutta, e mai piu’ ricostruita per via della malaria che aveva funestato i territori limitrofi. Oggi i ruderi della citta’ convivono in un suggestivo rapporto simbiotico con una natura rigogliosa, che rende Ninfa un’oasi di pace e conforto per gli occhi e lo spirito.

I primi passi verso la creazione del Giardino risalgono alla fine dell’800, quando furono avviati i lavori di bonifica della zona circostante e di restaurazione delle rovine della citta’ ad opera della famiglia nobiliare dei Caetani. 

Un ruolo di spicco fu ricoperto in particolare dalla moglie francese di Roffredo Caetani, Marguerite Chapin, alla quale si deve la piantumazione dei primi alberi nel 1920 e il merito di avere aperto il Giardino a un circolo letterario legato alle riviste culturali da lei fondate, attraverso le quali proponeva la lettura in lingua originale di giovani autori emergenti, come Truman Capote, Bataille, Camus e gli italiani Caproni, Moravia e Calvino.

Oggi, all’interno del Giardino, si possono ammirare 1.300 specie di piante, tra cui magnolie, betulle, rose rampicanti, ciliegi, che fioriscono in primavera, aceri giapponesi e perfino una piccola foresta di bambu’. Il Giardino e’ inoltre popolato da ben 100 specie di uccelli, come il corvo imperiale, il passero solitario, il picchio muratore e l’upupa. A sostegno della sua biodiversita’ floreale e faunistica a partire dal 1976 e’ stata integrata nel sistema delle Oasi Affiliate del WWF. 

Percorrendo il giardino, il visitatore, inebriato dai profumi e dai colori della natura, tra stagni e ruscelli alimentati dalle acque del fiume Ninfa , sara’ piacevolmente sorpreso dai ruderi medievali della citta’ fantasma di Ninfa, di cui restano una parte della doppia cinta muraria e i resti di sei delle sue sette chiese, che, in un perfetto connubio di archeologia e natura, evocano nell’immaginario del visitatore la visione dei pittori acquarellisti del ‘600 , intenti a riprodurre il paesaggio naturale nelle soffuse ombre del tramonto.

Il giardino di Ninfa
Foto di Arianna Trombaccia
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