Le origini della cornamusa

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E’ indubbio il fatto che uno strumento musicale possa diventare nella storia sociale dell’uomo un oggetto culturale di alto valore, in grado talvolta di rappresentare alcune e specifiche tradizioni della musica di folklore , fino a incarnare quasi una parte dell’anima di una citta’, di una regione o di una nazione intera. Risulta per esempio piuttosto spontaneo associare uno strumento come la cornamusa alle gelide e verdi terre della Scozia. Sarebbe tuttavia lecito frenare la frenetica circolazione di pensieri “scontati” e provare a riflettere, chiedendosi quali siano le vere origini di tale strumento. Infatti, sembra che le sue radici appartengano invece agli affascinanti territori del Medio-Oriente, in quanto proprio da li’ masse di musicisti si sarebbero mosse tra il XII e il XIII secolo per svolgere lunghi viaggi nel continente europeo. Fu cosi’ che itineranti e vagabondi “piper” raggiunsero la Grecia, l’Irlanda, l’Italia e la Svezia. Sebbene vi siano molte incertezze su come la cornamusa sia giunta in Scozia, si narra che la prima attestazione di questo strumento in quelle terre si avrebbe nel cosiddetto “Testament Of Mr. Andrew Kennedy”, pubblicato nel 1508. Con certezza si puo’ sostenere che gia’ nel XVI secolo le “pipes” erano diventate uno strumento di uso militare. Tuttavia, e’ bene chiarire l’identita’ del suddetto “piper” per comprendere in maniera piu’ chiara il contesto storico entro il quale ci stiamo immergendo. Il rango sociale d questa figura misteriosa si trovava all’interno di clan e rivestiva una certa importanza dal momento che era considerato al pari dei bardi o dei suonatori di clarsach, l’arpa celtica: ad essi erano riservate alcune terre, (ereditabili) e l’arte della cornamusa veniva tramandata da padre in figlio. Ricordiamo inoltre che nel 1700 iniziarono a sorgere alcuni “piping” college, dove i giovani piper erano mandati orgogliosamente a studiare dai loro padri. In Scozia alcuni insegnanti e le loro dinastie riuscirono a raggiungere una solida fama, tra questi ricordiamo i MacArthur di Skye, i Mackay di Gairloch e in modo particolare i MacCrimmon, piper del clan MacLeod di Dunvegan. In seguito alla capitolazione della Scozia di fronte alle truppe del Regno d’Inghilterra (Culloden,1746), nella Scozia vi fu un vero e proprio tramonto delle tradizioni delle Highlands – cornamusa compresa- e il successivo Atto di Proscrizione fu un duro colpo per l’orgoglio e l’autostima degli scozzesi. Poverta’, sovrappopolazione e tasse esorbitanti fecero il resto e molti si videro costretti a emigrare nel Nord dell’America, altri invece decisero di arruolarsi nei reggimenti delle Highlands dell’esercito britannico. Fu specialmente quest’ultimo fattore a porre delle solide basi di sopravvivenza per i “bagpipes”. Nella tradizione militare inglese i piper si unirono ai “tamburini” della milizia inglese. Da qui ebbero origine i “military pipe band”, un fenomeno che vide una vera e propria esplosione nel periodo d’oro del colonialismo britannico (XVIII-XIX secolo). Oggi nel Regno Unito ci sono circa 800 pipe bands e molte altre si troverebbero in Australia e in Canada. Si e’ potuto constatare dunque che le la storia delle origini di uno strumento musicale sia strettamente legata alle sorti di un paese e alle circostanze sociologiche del passato. Un oggetto non e’ mai solo cio’ che sembra: ogni cosa ha in se’ una specifica identita’ forgiata dagli eventi di cio’ che e’ stato e non potra’ piu’ essere.

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