L’incarnazione dello spirito del Natale in “A Christmas Carol”

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Natale e’ alle porte e le case sono colme di decorazioni per celebrare una delle festivita’ globalmente piu’ amate dalla societa’. I bambini sono  piuttosto ansiosi di scartare i loro regali e gli adulti, d’altronde, non vedono l’ora di prendere parte a un buon banchetto natalizio. Bisogna considerare, tuttavia, che l’ottica piu’ tradizionale della celebrazione preveda un aspetto essenzialmente “spirituale”: il canto. Da sempre il canto possiede in se’ la forza di unire persone tra loro diverse, di alleggerire l’animo di ognuno, talvolta conducendo a una specie di elevazione che consente all’essere umano di avvicinarsi un poco a cio’ che si puo’ definire “divino” e senza tempo.  Proprio nel periodo natalizio, si e’ soliti ricordare e riportare alla luce una sorta di tradizionale canto di Natale, elaborato da un uomo nato a Portsmouth, nell’ormai lontana Inghilterra vittoriana: stiamo effettivamente parlando del famoso Canto di Natale del brillante Charles Dickens.  Oggi, molti conoscono questo grande pezzo di letteratura grazie alla magnifica interpretazione di Jim Carrey nel ruolo di Ebenezer Scrooge, protagonista centrale del cantico. Teniamo conto che la prima pubblicazione di A Christmas Carol risale esattamente al 1834, circa sei anni dopo l’incoronazione della Regina Vittoria. Al tempo vi era un sentimento che la fibra sociale stava disintegrando a causa di una perdita dei valori cristiani. Scrooge e’ un uomo benestante e burbero:  e’ chiaro che Dickens criticasse  questo tipo di laicita’. La trama e’ piuttosto semplice ma allo stesso tempo molto significativa: un uomo avaro e arrogante riceve la visita dello spirito del Natale passato, presente e di quello futuro, avendo la possibilita’ di redimersi e di salvare la propria anima dalla dannazione, trasformandosi in un uomo magnanimo, benevolo, colmo di cristiana compassione per il prossimo. Il canto di Natale di Dickens ebbe un grande impatto sulla societa’ vittoriana. Il messaggio che dall’opera trapelava era chiaro: i piu’ abbienti dovevano percepire la sua opera come un nuovo dovere etico che andava messo in atto nei confronti della classe sociale piu’ povera. Per di piu’, per loro il Natale doveva essere un punto di riferimento, un’occasione per riflettere sulla propria fortuna e per capire che il freddo e la fame avevano qualcosa per cui essere in qualche modo celebrati. Storicamente si asserisce che Dickens abbia avuto un ruolo fondamentale nel rivitalizzare il Natale in Inghilterra. Il Principe Alberto, marito della Regina Vittoria, ha avuto modo di portare nuovi elementi alla celebrazione natalizia dalla Germania, come l’amato albero di Natale e le cartoline natalizie. La conseguenza era che il Natale divenne centrale nella societa’, specialmente se si voleva creare e mantenere una civilizzazione con una forte rettitudine morale. A Christmas Carol non fu solo una delle tante opere letterarie, bensi’ si pose come l’incarnazione di valori umani, etici e cristiani, l’incarnazione di uno spirito natalizio che avrebbe dovuto perpetuare nei secoli dell’avvenire, con lo scopo di cambiare gli animi di uomini tracotanti e taccagni di ogni epoca.

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