Allarme Mc-cartacce

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Non c’e’ niente di piu’ desiderabile di una fresca e serena giornata per godersi una mattinata a passeggio dopo tanta segregazione casalinga: il cielo limpido e terso dei castelli si staglia all’orizzonte sull’antica capitale, il sole invernale e’ caldo e accogliente, ed e’ un piacere crogiolarsi alla sua luce in contrasto con la punzecchiante aria frizzantina. La cattedrale troneggia sulla piazza, e alla luce limpida del mattino, la sua struttura, i suoi lineamenti, i suoi dettagli, appaiono ancora piu’ affascinanti, ancora piu’ attraenti: impossibile non restarne catturati anche per coloro che di frequente hanno tale monumento davanti agli occhi ma che spesso non ci badano, tanto gli e’ familiare.

Frascati e’ cosi’, e’ questo: un piccolo gioiello nel deserto metropolitano della periferia di Roma, un luogo che, come i suoi gemelli castellani, riesce ancora a mantenere la parvenza di amena oasi idilliaca, dove i clacson e il rombo dei motori ancora non sovrasta il cinguettio degli uccelli, e dove il profilo delle gru o dei grattacieli ancora non torreggia su quello degli alberi. Non ci credi? Raggiungi Villa Torlonia, percorri la salita fino al suo belvedere.  Voltati verso la citta’ e confronta il panorama con il parco, confrontalo con le colline. Poi, se la giornata e’ come quella descritta, aguzza la vista e cerca in ogni anfratto della linea dell’orizzonte: riuscirai a scorgere San Pietro. Una volta trovata dirigiti verso il fondo del parco, guarda dritto davanti a te, concentrati sul panorama complessivo, sull’atmosfera del parco… Non serve abbassare gli occhi sulle aiuole. Sulla sinistra noterai un’area gioco, con altalene e scivoli. Ora, siediti sull’altalena e prova a dondolarti, cosi’, adagio… Guardati intorno, sei in un cerchio di alberi, come nel cuore di un piccolo boschetto. Alza lo sguardo… piccoli e scuri profili d’uccelli nuotano in uno specchio di azzurro, incorniciato dalle chiome degli alberi, che sfido ad immaginare piu’ intenso. Puoi restare nell’incanto o riprendere la passeggiata, ma non addentrarti nel boschetto piu’ in alto, non raggiungere la cima della fontana. Li’… No, torna in dietro, c’e’ ancora molto da ammirare. Ripercorri la strada ritroso, no, non dirigerti e non voltarti verso il marciapiede dei vialoni, raggiungiamo la piazza passando dal comune. Tornati alla cattedrale, imbocca uno delle stradine laterali, uno di quei vicoletti, uno qualsiasi, Cerca di perderti, di ritrovarti a vagare senza meta fra stradine mai esplorate. La tua guida saranno gli odori, profumi di frappe, cornetti, pane appena sfornato che neppure i tessuti delle mascherine riescono a bloccare. Vagabondando ancora fra quelle viuzze, forse con un dolce in mano, prima o poi sbucherai sulle pendici ad ovest del colle frascatano, la vista qui e’ la migliore. Se in compagnia difficilmente riuscirete a ricordarvi di voi, o del dolce che tenete in mano: in certe occasioni estive, nessuno riusciva a sedere ai tavoli dei ristoranti lungo la strada, neppure con la cena servita, vi sono stati tramonti talmente intensi da fare invidia ai soli africani, dico davvero. Le sorprese non sono finite, c’e’ un campanile li’ vicino, ha l’aspetto antico. Confesso di non aver mai ricercato nulla su di esso, per via di un suo peculiare dettaglio, l’hai notato? Ci sono cinque dischi colorati sotto la nicchia della campana, contrastano con i mattoni marroncini, e sono davvero graziosi. Mi piace fantasticare sul loro scopo, e inventarne sempre di nuovi. Secondo te cosa si nasconde in quei piccoli loculi circolari? Gemme? Pergamene? Se sarai riuscito ad ignorare la spiegazione ingegneristica vieni con me, c’e’ alto che ti vorrei mostrare, ma mi raccomando, oramai avrai capito, non devi mai volgere a terra i tuoi occhi. Frascati va ammirata cosi’, dal basso verso l’alto, sempre. Capisco, hai un treno da prendere, ti accompagno alla stazione. Basta scendere le scale all’ingresso della passeggiata e… Ah, l’hai notata anche tu. Ti avevo detto di non guardare la strada. Le scale sono strette e stavi attento a non inciampare, certo, quindi l’hai scorta li’, fra i gradini. E un’altra li’, incastrata nella ringhiera, e un’altra ancora fra i cespuglietti e perfino altre ancora riversate nell’esedra a sinistra: le mec-cartacce con altri rifiuti.

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