Crisi di governo in piena emergenza sanitaria. Cosa accadra’?

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Il pomeriggio del 13 Gennaio Renzi ha dichiarato le dimissioni delle ministre d’Italia Viva: Teresa Bellanova ed Elisa Bonetti.

Dopo giorni e giorni di grida al lupo, quest’episodio ha aperto la crisi di governo in un momento storico in cui la crisi di cui realmente bisognerebbe occuparsi e’ sicuramente un’altra, quella scaturita dal Covid, che ha messo in ginocchio tutto il mondo. E’ questa infatti una delle maggiori critiche rivolte a Renzi. 

Il leader del partito Italia Viva nel suo monologo, all’interno del quale non c’e’ spazio per dar voce alle due ministre dirette interessate, sembra operare una vera e propria accusa personale a Conte, anche se poi facendo riferimento alla scuola, all’occupazione giovanile, alla salute sembra rivolgersi anche ai ministri di Pd e Cinque stelle.

L’attacco e la critica elaborata da Renzi, nel suo discorso trasmesso da rai 3, si articola sostanzialmente in tre punti.

“Il primo e’ di metodo: abbiamo fatto nascere questo governo contro Salvini che chiedeva pieni poteri. […] I pieni poteri a Salvini non glieli volevamo dare, e non consentiremo a nessuno di avere pieni poteri. […]. Chiediamo di rispettare le forme democratiche”. Renzi articola una dura critica nei confronti dell’attuale Presidente del Consiglio, definendolo in un certo senso populista e antidemocratico. 

Il secondo punto riguarda il merito. “C’e’ la drammatica emergenza da affrontare, ma non puo’ essere l’unico elemento che tiene in vita il governo, rispondere alla pandemia significa sbloccare i cantieri, riaprire le scuole, pensare all’occupazione giovanile, creare una strategia unitaria sulle politiche industriali dall’acciaio ai trasporti”. Non deve essere questa drammatica emergenza a tener insieme il governo ma e’ davvero questo il momento giusto per aprire una crisi, di cui nessuno fino all’ultimo ha compreso le dinamiche e di cui ancora non sono chiari gli sviluppi futuri? Aprire una crisi di governo in piena pandemia, in un momento di relativa speranza, dovuta all’avvio del processo di vaccinazione, in un momento in cui il Paese necessita coesione ed unione, senza neanche elaborare un preciso e definito piano per il momento immediatamente successivo, sembra essere una mossa azzardata che ha provocato sensazioni di sgomento e sconcerto nel Colle. 

Cosi’ infatti Zingaretti ha commentato quest’episodio in un’intervista al tg1: 

«Adesso e’ a rischio tutto, gli investimenti per il nostro Paese, e’ a rischio sicuramente anche il Mes (Meccanismo Europeo di Stabilita’, ndr) perche’ e’ una scelta che frena il processo di ricostruzione»

Il terzo punto e’ il recovery plan (progetto di riforma strutturale per far riprendere le economie europee dopo la pandemia, ndr).  «Resta un problema aperto: perche’ non prendiamo il Mes, ovvero piu’ fondi per la sanita’? Se siamo in emergenza servono piu’ fondi per la sanita’, non prenderli per un motivo ideologico e’ da irresponsabile. Irresponsabile e’ chi porta le proprie ideologie contro la realta'”.

“Va tutto bene – conclude Renzi – se la politica fa il proprio mestiere, fa le cose giuste che servono ai propri figli. Noi siamo pronti a dare una mano e parlare di tutto senza ideologia. Stiamo dicendo che se c’e’ una crisi politica, la si affronta non negli spot in piazza, nei post su Facebook. Ma nelle sedi istituzionali: nei tavoli politici (l’ultimo dei quali e’ stato convocato il 5 novembre e poi si e’ fermato), o in Parlamento, dove non se ne parla piu’ dal 22 luglio. Chiediamo solo di discutere”.

Non e’, dunque, chiaro quale sia realmente lo sviluppo degli eventi futuri. Sono in ballo diverse ipotesi che vanno dalle dimissioni di Conte, alla volonta’ di un confronto- che il premier aveva auspicato dopo il suo incontro con Mattarella e prima della conferenza stampa di Renzi- alle elezioni anticipate, ipotesi sicuramento meno auspicabile in un momento delicato come quello che stiamo vivendo.

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