Musica e filosofia: un binomio forzato?

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Musica e filosofia:  e’ davvero un binomio privo di logica? Cosa mai potrebbe legare l’una con l’altra? Ebbene, non si tratta di una sintonia forzata tra le due discipline, anche se lo si potrebbe ingenuamente pensare. Per individuare il nodo che intreccia e unisce le loro corde, bisogna navigare nel vasto oceano del sapere. e’ proprio in esso, infatti, che si puo’ scoprire la connessione che le tiene insieme.  Si guardi, in primis, al sapere antico: la musica, si sa, ha origini molto antiche e nonostante l’inesorabile trascorrere del tempo che fa perire molte cose del passato, essa  e’ stata in grado di sopravvivere e di rimanere una delle forme d’arte piu’ apprezzate dalla societa’. Uno dei primi filosofi a ragionare sull’essenza della musica e’ stato il greco Platone (428-327 a.c.). Secondo costui, la musica deve mantenere intatto il suo ruolo di nomos (legge), cioe’ deve saper educare e di conseguenza, il musicista diventa un educatore. Tratto ancor piu’ interessante del  suo pensiero e’ la considerazione della musica come arte avente una duplice natura: una reale (dal momento in cui la si produce) e l’altra ideale. Facendo invece un grande balzo temporale, si puo’ giungere, per esempio, all’ epoca nella quale il campo filosofico vede l’avanzare delle idee di Gottfried Wilhelm Von Leibniz (1646-1716). Il filosofo tedesco asserisce che la musica e’ l’esercizio matematico nascosto, di una mente che calcola inconsciamente e ha percio’ una salda struttura matematica, ma che non contrasta per nulla con il fatto che essa si rivolge in special modo ai sensi. L’anima, dunque, non si accorge di compiere un calcolo, tuttavia di esso avverte un senso di piacere ad una consonanza e di fastidio ad una dissonanza. e’ nella musica che quindi compare in modo diretto e privilegiato l’armonia che regge la complessita’ dell’universo.  Tra XVIII-XIX secolo, sara’ Arthur Schopenhauer a sostenere la concezione di musica come una particolare forma d’arte a se’ stante, in quanto rappresentazione di una volonta’ universale: nei suoni, infatti, vi sono racchiusi i gradi dell’armonia, della massa del pianeta e della natura inorganica. Dunque, si rivela piuttosto semplice notare come la musica sia diventata argomento di dibattito filosofico e come ciascun pensatore abbia plasmato e dato corpo a idee originali che tentino di afferrare la sfuggente natura della musica. Ad ogni modo, e’ impossibile asserire che la musica si riveli solo come un piacevole passatempo volto a una pura attivita’ di distrazione, poiche’ ha sempre rappresentato, nel corso dei secoli, un valore aggiunto nell’universo delle arti.

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