La vita di Ryan (parte 3)

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Ryan si era appena alzato dal letto. Erano le cinque del mattino. Dopo quel terribile incubo non riusciva piu’ a dormire ma, almeno, ricordando i suoi genitori, si era calmato. Aveva fame. Probabilmente avrebbe bevuto del caffe’, accompagnato da uova e bacon. 

-Ryan buongiorno- disse suo nonno. 

-Buongiorno- rispose Ryan.

– Noto delle occhiaie-

-Ho dormito malissimo-

-Incubi di guerra?-

-Si’-

-Beh, speravo ci fosse una ragazza nascosta in casa…-

-Eh credimi nonno, sarei molto piu’ contento se avessi fatto del buon sesso con una ragazza…-

-Ahahah, hai ragione. Vedrai che passera’- Disse suo nonno a Ryan, dandogli una pacca sulla spalla. Poi continuo’: – Vai a sistemare la stalla?-

-Certamente, mi lavo, mi vesto, e vado.-

Ryan si trovava a sistemare del fieno nella stalla. Era immerso nelle sue faccende, mentre ascoltava Gunslinger degli Avenged Sevenfold. Canticchiava i seguenti versi: Letters keep me warm, helped me through the storm, ‘cause with all these things we do, it don’t matter when I’m coming home to you…All’improvviso la musica s’interruppe. 

-Parlo con il Sergente Ryan Anderson?-

-Si’, lei chi e’?- Disse Ryan, incuriosito dal man in black che aveva di fronte. 

– Sono l’agente Carlo Manzoni, della E.S.I.O. (European Security International Organization) –

-Non ho mai sentito parlare di questa organizzazione…- disse Ryan, sempre piu’ incuriosito. 

-Beh, la nostra organizzazione e’ “particolare”. Il direttore, Francesco Rubini, la presentera’ alla NATO soltanto il 10 ottobre 2030.-

-Ora siamo nel 2019…- disse Ryan, cercando di capire se avesse un pazzo davanti a se’. 

– Io non sono pazzo. Accenda la radio. Si sintonizzi sulle news della BBC. Tra trenta secondi esatti apprendera’ una notizia terrificante: un suo amico, l’americano Robert Fitzgerald verra’ trovato assassinato. –

Ryan accese la radio. Ascolto’ la notizia; aveva le lacrime agli occhi. Poi disse: – Era un giovane poliziotto di New York. Come sapevate…- afferro’ il forcone come se fosse un’arma. 

  • Non siamo coinvolti nell’omicidio. Noi sappiamo tutto sul suo conto Sgt. Ryan Anderson. Se vuole sapere di piu’ su cosa stiamo lavorando, chi siamo, perche’ l’abbiamo cercata, salga nell’auto con me. Da Londra prenderemo un jet privato per Ginevra-

-Va bene. Mi faccia avvertire la mia famiglia e preparare i bagagli-

– I bagagli non le serviranno. Prima, mentre lei giocava a fare il contadino, ho parlato con i suoi nonni. Vada a salutarli. Io la aspettero’ in macchina. –

Ryan saluto’ affettuosamente i nonni, e insieme a Carlo, sali’ in macchina.

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